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Pambianchi: "Non ho incassato compensi milionari"

interrogatorio di garanzia per il presidente di Confcommercio Roma arrestato martedì

“Non ho incassato compensi milionari in nero da titolari di aziende e imprese interessati ad evadere il fisco”. Si difende così Cesare Pambianchi, il presidente della Confcommercio di Roma e Lazio, arrestato nell’ambito dell’inchiesta “tutto fuori” che ha smascherato un presunto giro di evasione fiscale di circa 600 milioni di euro.

Pambianchi, difeso dagli avvocati Gianluca Tognozzi e Luigi Fischetti, ha risposto per circa due ore alle domande del gip Giovanni De Donato  escludendo con fermezza di aver preso compensi in nero e negando ogni addebito contestato. Pambianchi ha cercato di dimostrare la sua estraneità alle accuse di frodi fallimentari, bancarotte fraudolente e operazioni fittizie per trasferire capitali all’estero.

Il presidente della Confcommercio romana ha precisato al Gip che l'attività professionale svolta nel suo studio dei Parioli non ha nulla a che fare con gli incarichi istituzionali da lui ricoperti. Tra le persone indagate c’è anche il noto commercialista Carlo Mazzieri, socio di Pambianchi, che durante l’interrogatorio di oggi si è avvalso della facoltà di non rispondere. Domani a Pistoia saranno ascoltati altri quattro manager coinvolti nell’operazione della guardia di finanza: Andrea Baldi ed Orazio Ferrari, soci del gruppo immobiliare Roscer di Prato ed Ugo Baldi e Silvano Ferrini del gruppo Conad.
 
 

[16-06-2011]

 
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