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Lo strano caso di Jenson Button, da ultimo a primo

Soprendente vittoria dell'inglese (con qualche macchia) a Montréal in un pazzo Gp del Canda. Giornata nera per le Ferrari.

Provare a raccontare uno dei Gp più complicati, controversi e affascinanti della stagione senza dimenticare qualche particolare interessante a chi non ha avuto la fortuna (e la pazienza, visto che ci son volute quasi quattro ore per completarlo) di vederlo, sarebbe praticamente impossibile.

E' stata una corsa per la quale l'uso del termine incredibile non risulta né retorico né abusato ed ha offerto un florilegio di temi da sviluppare come mai accaduto in precedenza. Sintetizzando al massimo, si può dire che Jenson Button ha colto probabilmente la più bella vittoria della sua carriera al termine di una gara in cui la pioggia e la safety car (entrata per ben sei volte) hanno rimescolato più volte le carte fino all'imprevedibile finale. Sebastian Vettel all'ultimo giro ha dimostrato che messo sotto pressione non è un fenomeno, anche se il secondo posto di oggi significa +60 in classifica iridata e un altro passettino in avanti verso il Mondiale. Mark Webber, che ha condiviso con i due il podio, ha invece fatto capire che non ha ancora perso la voglia di lottare nonostante i continui guai meccanici e la cattiva sorte. Davvero bello è stato il suo duello con Michael Schumacher, autore finalmente di una performance convincente da vecchio leone dei circuiti, che gli ha fruttato un buon quarto posto.

E la Ferrari? Dopo le qualifiche, inutile negarlo, si pensava che la vittoria potesse essere alla portata. Strategia sbagliata e sfortuna (contatto dubbio con il vincitore) hanno costretto al ritiro Alonso, mentre Massa ha perso il podio in un doppiaggio forse un po' azzardato, ma è stato bravo a non perdersi d'animo chiudendo in dignitosa sesta posizione, davanti al sempre positivo Kobayashi. La malinconia del cielo canadese sta tutta negli occhi dell'altro grande deluso di giornata Lewis Hamilton. Molto facile ipotizzare che i giornali spareranno a zero su di lui, però tocca dire la verità: se va redarguito per l'attacco a Webber forse oltre il limite, va assolutamente scagionato per l'incidente con Button, nel quale il compagno di squadra lo ha deliberatamente stretto verso il muro per difendere la posizione. Jenson non lo ammetterà mai, ma  chi conosce la pista di Montréal sa benissimo qual è la traiettoria che si tiene in quel rettilineo, il resto sono chiacchere da bar. Speriamo che Lewis non cambi il suo modo di guidare, ma che resti un po' più calmo nei primi giri. Sprecare quel talentaccio immenso di cui è dotato è la sua colpa più grave.
Tra due settimane si va a Valencia, su una delle piste meno spettacolari del mondo. Ci basterebbe anche solo 1/10 delle emozioni di oggi per divertirci e farcelo dimenticare. Ci spera  - e fa bene - anche Fernando Alonso.

Giu. Cil.

[13-06-2011]

 
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