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Le mani della malavita su Roma

affari su ristorazione e speculazione immobiliare

Il territorio della capitale stretto nei tentacoli della malavita. Le numerose operazioni messe a segno nelle ultime settimane dalle forze dell'ordine dimostrano la crescente infiltrazione della criminalità organizzata.

A inizio maggio erano stati i ros dei Carabinieri a sgominare una banda criminale radicata nel quadrante sud di Roma, tra il Tuscolano e il Laurentino. Indagini coordinate dalla dia, che avevano portato all’arresto di 38 persone appartenenti a un gruppo attivo nel mercato degli stupefacenti.  Una banda già legata al boss Michele Senese e al radicato clan dei casamonica.

Pochi giorni dopo a Guidonia nel mirino della polizia di tivoli era finitio un gruppo specializzato in truffe milionarie legato ad ambienti della camorra.  Dalle indagini era emersa una lunga scia di minacce ed estorsioni praticate in pieno stile malavitoso.

Ancora nel mese di maggio un’operazione della Guardia di finanza, coordinata dalla direzione distrettuale antimafia di napoli, ha inferto un duro colpo ai clan dei Casalesi e dei Mallardo. L'inchiesta aveva portato all'arresto di sette persone e sequestri di beni per 600 milioni di euro. I baschi verdi avevano scoperto conti correnti, partecipazioni societarie e 300 immobili appartenenti ai clan nei comuni di Mentana, Monterotondo, Sant’angelo Romano e Guidonia.  Il dato che emerge, confermato a più riprese dalle procure, è quello di organizzazioni criminali che progressivamente stanno spostando i propri interessi nella capitale e nella sua area metropolitana, litorale in testa. 

Un territorio densamente urbanizzato e un tessuto commerciale dalle enormi potenzialità, che sta attirando le mire e i traffici delle cosche. I business più fiorenti le scommesse, la ristorazione e la speculazione immobiliare.  Tutte attività che consentono di ripulire con facilità il denaro sporco. 
 
 

[09-06-2011]

 
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