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Taxi, martedì serrata delle auto bianche

protesta al Circo Massimo, tassisti con la fascia tricolore

Martedì i taxi romani spengono i motori. Dalle 8 del mattino i tassisti sfilano dal Circo Massimo fino al Campidoglio indossandouna fascia tricolore, simile a quella usata dal sindaco nelle occasioni ufficiali. Una provocazione indirizzata proprio a Gianni Alemanno, che tre anni fa in campagna elettorale si dichiarò pronto a scendere in piazza contro la concorrenza sleale degli Ncc. Ugl, Federtaxi, Ati, Cgil, Cisl e Mit si asterranno dal servizio domani e poi il 19 e il 27 giugno, con il rischio che quest’ultimo sciopero si dilati a oltranza.

Si rompe così una tregua durata tre anni, da quando Alemanno promise un’adeguamento delle tariffe che i tassisti attendono ancora oggi. Ci provò l’ex assessore alla Mobilità Sergio Marchi, che nei primi mesi del 2010 presentò un piano tariffario con rincari del 65 percento. Da 92 centesimi fino a 1 euro e 52 per chilometro. La mediazione del sindaco stabilizzò le tariffe a 1 euro e 42 centesimi e a novembre 2010 la delibera passò in via definitiva. Ma a febbraio 2011, dopo il rimpasto di giunta comunale che è costata la poltrona a Marchi, il Tar blocca tutto e i taxi vanno in testacoda.

Tutto come prima, e adesso la Capitale rischia la paralisi. Alla vigilia del sit-in i tassisti hanno organizzato un volantinaggio informativo a Termini e Fiumicino. “Troppe le promesse non mantenute – secondo Claudio Gianandrea di Federtaxi – non solo tariffe bloccate, ma anche il mancato allestimento delle colonnine e problemi pratici che sembrano minori, come la mancanza di bagni pubblici”. Nicola Di Giacobbe della Cgil, invece, incalza sugli incentivi, quei sei milioni di euro che sono serviti in gran parte a coprire soltanto le spese aggiuntive, come l’installazione delle apparecchiature per lo scontrino.

[06-06-2011]

 
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