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Virtus Roma: tutto tace e il tempo stringe

Sono passate ormai settimane dal deludente epilogo stagionale della Lottomatica Roma ed ancora non siamo in grado di capire che tipo di squadra avremo, e soprattutto se ne avremo una. Nelle stanze dei bottoni di piazza Apollodoro vige il regime della totale impenetrabilità.

Ci sono da chiarire troppe cose per poter decidere di affidarsi alla strategia del rimandare, spesso la migliore della gestione Toti & Co., quando in questo caso i "mostri" non si vedono nel titolo ma si nascondono dietro il Co.
In primis resta da sciogliere entro il 10 giugno il nodo "campo di gioco", sembra ormai scontata la decisione di tornare al Palazzetto di viale Tiziano (anche perché l'alternativa sarebbe veramente la palestra) ma intorno alla questione gravitano interessi non solo della dirigenza virtussina ma anche il Mezzaroma del volley e lo stesso Comune di Roma, che ha sottratto al Coni la gestione diretta dell'impianto.

Non per niente il presidente Toti si è appellato in questi giorni ad un segnale forte che arrivi da parte del sindac capitolino, dimenticandosi forse che la giunta è cambiata da un pezzo ed ormai il "sindaco del basket" purtroppo si occupa di altro. Per mettere in regola la capienza è necessario però un intervento di rimodernamento ed ampliamento di circa 400 posti, per far ciò è obbligatorio che il comune indica una gara d'appalto e l'estate è quasi passata conoscendo le tempistiche bibliche dei lavori sul suolo romano.

Stesso discorso è quello del main sponsor, cavillo non da poco perché perdendo al Gioco del Lotto Roma si trova ora sulla ruota del ridimensionamento assoluto. Il capitolo secondo riguarda l'agognata rivoluzione societaria, che forse rischia di non avvenire mai, ma dalla quale non si può più prescindere arrivati a questo punto, e se alla fine Boscia Tanjevic deciderà di restare come direttore tecnico full time, deve ricevere un affiancamento di un general manager che sia capace di consigliare per il meglio tecnico (Filipposchi bis, Lardo o Vitucci?) e il presidente stesso, e magari un amministratore che riesca a tenere in attivo la visibilità e la credibilità societaria.

Dispiace doversi ripetere ma l'unica ipotesi di resurrezione resta appesa al filo bostoniano che potrebbe cucire entro giugno 2012 il "nostro" sarto di Trigoria, in arte James Pallotta.

Cocco Rossi Stuart

[03-06-2011]

 
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