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Roma violenta e guerra tra bande

da gennaio 6 morti e 12 feriti. Scalata al crimine romano

Una guerra fra bande criminali emergenti sarebbe il filo conduttore che unisce i fatti di sangue degli ultimi mesi nella periferia sud-est della capitale e nel suo hinterland.  L’ultimo, il più grave si era verificato a Cecchina domenica notte, quando un agguato lasciò in terra due morti e due feriti. Nelle stesse ore, a viale dei Romanisti e in via di Porta Furba si contavano quattro feriti, di cui tre gambizzati.

Per ricostruire le strategie criminali a monte dello scontro in atto, il Questore di Roma, Francesco Tagliente, ha incontrato i dirigenti della squadra mobile, della divisione anticrimine dei commissariati delle zone interessate dall’escalation della violenza, Tuscolana, Casilina, Laurentina, e di alcuni comuni dei castelli romani.

Da gennaio a oggi, 6 morti e 12 feriti tra Roma e Provincia. Secondo gli investigatori, sarebbe in atto una vera e propra scalata al grande giro di affari che le attività illecite garantiscono. I nomi coinvolti nei fatti delittuosi degli ultimi giorni sono personaggi di secondo piano. Spacciatori, prestanome, sicari pronti al salto di qualità e con la pistola facile.  Truppe di una faida combattuta a colpi di esecuzioni, avvertimenti e vendette tra le strade capitoline.

Due sarebbero le cosche di riferimento: i senese, decapitati nel 2009 dall’arresto del capoclan e quello storicamente radicato nella capitale dei Casamonica.   

“Pijamose Roma” era stata la frase intercettata dai Carabinieri dei Ros nell’ambito dell’operazione Orfeo, che aveva portato a inizio maggio all’arresto di 38 persone.  Un motto che cita la banda della Magliana, sempre più oggetto di culto per le nuove leve della criminalità romana. Non a caso, tra gli indagati dell’inchiesta, è emerso anche un 57enne già membro della banda resa celebre da tv e cinema. A far gola, in particolare, i ricchi mercati degli stupefacenti, del gioco d'azzardo e delle estorsioni.

[01-06-2011]

 
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