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Centrosinistra in festa, il cappotto Ŕ servito

Pisapia nuovo sindaco di Milano, a Napoli Ŕ trionfo per De Magistris

Una particolare espressione del Premierdi Filippo Pazienza

"Abbiamo perso, è evidente": dopo un iniziale silenzio, Silvio Berlusconi (in Romania per un vertice intergovernativo) ammette quello che stavolta era davvero impossibile non ammettere. Se il primo turno delle Amministrative 2011 aveva lasciato uno spiraglio di ottimismo, per il Pdl i ballottaggi hanno assunto i contorni della catastrofe. A Milano, Giuliano Pisapia ha confermato il successo del primo turno battendo Letizia Moratti con un netto 55,1%. Magari meno pesante sul piano strettamente politico ma ancor più clamoroso il successo del centrosinistra a Napoli, dove Luigi De Magistris ha surclassato Gianni Lettieri toccando quota 65,4%. C'è poco da girarci attorno, vincitori e vinti hanno un nome e cognome ben definiti.

Ma non finisce qua, visto che il centrosinistra ha strappato agli avversari anche i comuni di Cagliari (Massimo Zedda ha battuto Massimo Fantola con il 59,4%) e Novara (52,9% per Andrea Ballarè su Mauro Franzinelli) aggiudicandosi poi la contesa di Trieste grazie a 57,5% ottenuto da Roberto Cosolini. A livello comunale, la coalizione di governo ha tenuto solo a Varese e Cosenza, mentre Grosseto non ha disatteso le aspettative confermandosi a sinistra. Opposizione che ha stravinto anche le Provinciali coi successi a Trieste, Pavia e Mantova e l'unica débacle di Vercelli.

Senza dilungarsi oltremodo, la crisi berlusconiana si riflette nel dato di Arcore, ideale roccaforte del Premier: dopo 5 anni, il comune passa nelle mani del centrosinistra con la vittoria di Rosalba Colombo, forte di un 58,49% che ha distaccato in maniera evidente Enrico Perego. Due le considerazioni: a destra, dopo la fine del matrimonio con Fini, a Berlusconi non bastano più i soli voti della Lega; dall'altra parte, il Pd dimostra ulteriormente di accrescere a dismisura la sua potenza se capace di trovare un punto d'intesa con la sinistra radicale da un lato e parte del centro (all'orizzonte un progressivo avvicinamento al Terzo Polo?) dall'altro.

Il sorriso di Giuliano Pisapia, neo sindaco di MilanoE proprio la definizione dei nuovi equilibri agita adesso le acque all'interno dei due schieramenti. Il Pdl rischia di implodere - il coordinatore nazionale Sandro Bondi ha già rimesso il suo mandato nelle mani di Berlusconi - e Bossi, come da copione, un secondo dopo la chiusura delle urne ha già iniziato a staccare il cordone ombelicale. "La Lega ha fatto il suo dovere, soprattutto a Milano è stato un voto contro Berlusconi". Nel quartier generale del Pdl si predica la calma - "Bisogna tenere i nervi saldi", il pensiero di Fabrizio Cicchitto e del ministro degli Esteri, Franco Frattini - anche se Berlusconi ha poi usato toni per nulla concilianti: "Penso che a Napoli si pentiranno tutti moltissimo, mentre i milanesi dovrebbero pregare il buon Dio che non gli succeda qualcosa di negativo. Gli altri si improvviseranno in un mestiere che non hanno mai fatto".

Tra la solita selva di reazioni umorali, una chiave di lettura più razionale e interessante l'ha invece fornita l'ex ministro della Difesa, Antonio Martino: "Il Pdl non può basarsi solo sul carisma personale di Berlusconi". O quantomeno non può più farlo, aggiungiamo noi, visto che il messaggio politicamente più rilevante è proprio questo: stavolta, al Presidente del Consiglio non è bastato metterci la faccia, elemento che invece era stato spesso e volentieri decisivo fino a questo punto. Da oggi in poi servono collegialità (ovvero il casus belli che ha segnato la rottura con Fini) e un maggiore radicamento nel territorio. Presupposti che, forse, per la prima volta in modo ufficiale e non più ufficioso aprono davvero le porte al dopo Berlusconi.

Di tutt'altra luce, il cielo torna a brillare sopra il centrosinistra. "Pisapia è stato bravissimo, quella di Milano è stata una vittoria importante", la prima reazione di Pierluigi Bersani. Segretario del Pd che poi, abilmente, ha alzato il tiro facendo intelligentemente leva sull'interpretazione nazionale del voto suggerita alla vigilia dallo stesso Berlusconi: "In Parlamento ora c'è una maggioranza diversa da quella uscita dalle urne e da quella che c'è oggi nel Paese. Il governo si deve dimettere. Noi governeremo per tutti. Anche per chi non ci ha votato. Chi non ci ha votato non è un nemico, ma uno che la pensa diversamente".

Il nuovo sindaco di Napoli, Luigi De MagistrisChiusura dedicata ai due massimi protagonisti di giornata. "Sono commosso ed emozionato, Milano aveva bisogno di cambiare e il voto l'ha dimostrato. E' rinato l'impegno e l'entusiasmo che Milano non vedeva da anni - ha commentato il neosindaco - è un regalo che abbiamo fatto alla città. Abbiamo liberato Milano e ora dobbiamo ricostruirla, senza più risse". Parecchi chilometri più a Sud, ecco l'euforia di Luigi De Magistris, che tra l'altro a 43 anni diventa il più giovane sindaco della storia di Napoli: "Abbiamo scassato un'altra volta. I cittadini napoletani hanno mostrato cervello - spiega l'esponente dell'Idv - Napoli è stata liberata. Questa è la vittoria del popolo napoletano che merita di essere protagonista. Il 66 per cento è un risultato straordinario, ma domani sarò già al lavoro. Sarò il sindaco di tutti. Avanti con le forze sane della città".
 
 

[30-05-2011]

 
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