
Trasportavano cocaina dal sudamerica fino
all’aeroporto di Fiumicino, poi utilizzavano carrelli portavivande per nasconderla e passare la frontiera senza problemi.
I finanzieri del comando provinciale di Roma hanno eseguito sette ordinanze di custodia cautelare e scoperto, dopo due anni di indagini, l’ingegnoso metodo per portare la coca dal Sudamerica a Roma.
Con il sistema dei carrelli portavivande in dotazione ai velivoli di linea provenienti da Caracas, a Fiumicino, la droga veniva recuperata da un dipendente di una società di catering dello
scalo aeroportuale romano e poi rivenduta nel mercato romano, soprattutto nella zona della Magliana.
I sette trafficanti arrestati, spiegano i finanzieri, erano senza scrupoli e molto pericolosi. A causa di un mancato arrivo di una partita di coca avevano
sequestrato un intermediario colombiano e gli avevano amputato un dito per far pressione sui fornitori. I finanzieri, nel blitz scattato questa mattina, hanno
liberato l’ostaggio in un casolare del viterbese ed arrestato i sequestratori.