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Incidente Metro A. Quattro rinvii a giudizio

il processo inizierà il prossimo 21 novembre

Si sono concluse oggi, dopo quasi cinque anni, le indagini preliminari sulle responsabilità del grave incidente del 17 ottobre del 2006 quando due convogli della metro A si scontrarono causando la morte di una giovane ricercatrice ed il ferimento di 452 viaggiatori.

Il giudice dell’udienza preliminare Giovanni De Donato ha deciso di rinviare a giudizio quattro persone per i reati di cooperazione in omicidio colposo, disastro ferroviario colposo e lesioni gravissime.

A processo, oltre al macchinista Angelo Tomei, vanno anche Gennaro Antonio Maranzano, responsabile dell’area esercizio e produzione, Roberto Gasbarra, capo del coordinamento movimento metropolitane ed Ernesto De Santis, responsabile del servizio Metro A.

Il processo inizierà il prossimo 21 novembre di fronte alla prima sezione penale del tribunale. Secondo il pubblico ministero tutti e quattro gli imputati avrebbero responsabilità sulle cause del tamponamento tra i due convogli metro.
Maranzano, Gasbarra e De Santis avrebbero omesso di disporre "la prescritta piombatura delle selettive di bordo relative al sistema di sicurezza e non avrebbero disposto costanti controlli sugli irregolari distacchi dei sistemi di sicurezza di bordo non applicando sanzioni disciplinari ai macchinisti che non rispettavano le procedure”. Secondo il Pm i responsabili del servizio metro avrebbero indotto gli stessi macchinisti, e nel caso specifico Angelo Tomei, a non accumulare ritardi e a percorrere le tratte in un tempo inferiore a quello previsto nel rispetto delle norme di sicurezza. Questo per non subire l'applicazione delle penali previste –in caso di ritardi dei convogli- negli accordi con il Comune, titolare del servizio pubblico.

Il 17 ottobre del 2006 Tomei, all’uscita della fermata Manzoni, avrebbe disattivato il sistema di sicurezza così "da poter superare il limite di velocità di 15 km/h”. Tomei così facendo non fece entrare in funzione il freno di emergenza e il blocco automatico. Il convoglio arrivò alla velocità di 52 km/h in prossimità della stazione di piazza Vittorio. A causa dell’eccessiva velocità fu inutile la frenata e il convoglio tamponò il treno fermo alla stazione causando il disastro.
 
 

[24-05-2011]

 
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