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Statua Giovanni Paolo II a Termini, ecco il bozzetto

Il Vaticano al Campidoglio: "Bozzetto era molto diverso"

Ancora non si placano le polemiche sulla statua raffigurante Giovanni Paolo II inaugurata lo scorso 18 maggio in piazza dei Cinquecento, nella zona di Terimini. Il sovrintendente ai beni Culturali del Comune di Roma Umberto Broccoli si era difeso dalle critiche per la scarsa somiglianza dell'opera, spiegando che la statua era stata approvata seguendo il regolare e giusto iter. "Le carte sono a posto -aveva spiegato Broccoli- La statua di Giovanni Paolo II è stata avallata dalle autorità vaticane e dal ministero dei Beni culturali vedendo i rendering e le foto, materialmente, in corso d'opera. Hanno seguito questa cosa passo passo e c'era un consenso obiettivo".

Insomma il Campidoglio si era lavato le mani sulle responsabilità di scelta della statua. A contraddire -almeno in parte- l'amministrazione è la grande differenza tra il bozzetto presentato inizialmente e l'opera poi realizzata.

E' il responsabile del dipartimento di Arte e Fede del Pontificio Consiglio della Cultura, monsignor Pasquale Iacobone - come anticipato da roma.corriere.it- che mostra il disegno originale del progetto per la statua di Wojtila, realizzata dal maestro Oliviero Rainaldi. Il disegno mostra un'immagine ben diversa da quella che poi è stata realizzata. Il volto nel bozzetto è molto somigliante a Papa Giovanni Paolo II, mentre nella statua di Termini in molti hanno puntato il dito contro la scarsa somiglianza con il "papa buono". Nel bozzetto si vede chiaramente la mano sinistra del Papa che apre l'ampio mantello rosso, in un gesto di accoglienza, mentre nell'opera la mano non è stata proprio realizzata, nè tantomento i dettagli del mantello. Dal Vaticano -spiegano- dopo aver visionato questo primo bozzetto arriva un parere positivo, ma a questo primo parere non segue alcun contatto, ne la visione di sculture in gesso o provini di altro tipo.

Il disegno che vedete -chiaramente ben diverso dall'opera finita- è conservato in una cartellina presso l'archivio del Pontificio Consiglio della Cultura. E' stato il cardinale a decidere di renderlo pubblico per far chiarezza sulle polemiche sul coinvolgimento del Pontificio Consiglio nella scelta della statua.

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[24-05-2011]

 
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