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Incidente cantiere Metro B1, si indaga per omicidio colposo

l'autopsia sull'operaio chiarirà le cause del decesso

Omicidio colposo, è l’ipotesi di reato per cui indaga la magistratura riguardo alla morte di Bruno Montaldi, l’operaio di 48 anni trovato senza vita in un cantiere della Metro B1, in piazza Sant’Emerenziana.

Al momento il reato è ipotizzato a carico del responsabile della sicurezza della Icotekne di Napoli, società per cui lavorava la vittima. Sulle cause dell’incidente ancora non è stata fatta luce. Il corpo dell’uomo, originario de L’Aquila, sposato con due figli, giaceva in fondo alla cisterna di cemento per l’azoto liquido a 40 metri di profondità. A insospettire la polizia sono le ferite al volto e sul corpo, incompatibili con una caduta da quell’altezza. Le cause della morte saranno appurate dall’autopsia. Il cantiere è sotto sequestro e gli investigatori e gli ispettori del lavoro stanno verificando il rispetto delle misure di sicurezza del cantiere, che era stato premiato proprio per l’attenzione alle norme che garantiscono la sicurezza del lavoro.

L’uomo era addetto al monitoraggio del congelamento, in caso di anomalia la procedura prevede che il tecnico avvisi una squadra autorizzata a scendere. “Montaldi non doveva essere solo nel luogo in cui è stato trovato – ha spiegato il presidente di Roma Metropolitane Giovanni Ascarelli. Per ora tutte le possibili spiegazioni di quanto accaduto sono al vaglio degli inquirenti. Intanto il sindaco Alemanno ha proposto di intitolare una stazione della nuova tratta metropolitana in ricordo dell’operaio.
 
 

[23-05-2011]

 
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