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Per Berlusconi uno schiaffo inatteso

Analisi del primo turno delle Amministrative: centrodestra in difficoltà, bene Pd e forze estreme.

di Filippo Pazienza

Vince il centrosinistra, perde il centrodestra. Rimandato – ma con tendenza alla bocciatura – il Terzo Polo. Più in generale, e ne sono una dimostrazione i risultati del Movimento 5 Stelle e l’impatto di De Magistris a Napoli, soprattutto a sinistra guadagnano spazio le forze più estremiste. Questo, assai sintetizzato, l’esito del primo turno delle Amministrative che lo scorso weekend hanno portato alle urne circa 13 milioni di italiani. Ma di locale, visto l’esito, c’è stato ben poco. Il sorprendente successo di Giuliano Pisapia – candidato del centrosinistra a Milano – ha infatti trasformato l’analisi del risultato in un vero e proprio referendum sulla tenuta del Governo.

Del resto, la volontà di concepire la chiamata alle urne come una sorta di ‘Politiche bis’ era stata rivendicata dallo stesso Berlusconi.  Amaramente spiazzato dai numeri, però,  il premier si è ritrovata dalla parte sbagliata della lavagna. Così, il dato di maggiore rilievo nazionale (Milano), quello in cui il voto da amministrativo diventava politico a tutti gli effetti, gli si è clamorosamente ritorto contro. “Ci aspettavamo questi numeri, ma esattamente al contrario”, il concetto espresso dallo stato maggiore del centrodestra.

Col Pdl, in ritardo nella sua roccaforte ma protagonista di un’involuzione complessiva, ma anche con la Lega che è sembrata di colpo incapace di soddisfare il suo elettorato di riferimento. Per non parlare dello stesso Berlusconi, che nella ‘sua’ Milano si è visto dimezzare le preferenze fallendo la scelta di dare un significato politico al voto mediante la candidatura in prima persona. Occhi puntati sul capoluogo lombardo, dove Giuliano Pisapia ha ottenuto il 48,04% contro il 41,5 di Letizia Moratti. In vista del ballottaggio, decisivi saranno il Terzo Polo, che ha ricevuto il 5,54% con Manfredi Palmeri, e il Movimento 5 Stelle che si è fermato attorno al 3,22% grazie al giovane Mattia Calise.

Proprio la situazione milanese rischia di avere pesanti ripercussioni anche nel Terzo Polo. E' di questi giorni la notizia dell’uscita di scena di Andrea Ronchi, presidente dell’assemblea nazionale del partito, il quale ha presentato le sue dimissioni con una lettera inviata al presidente vicario Italo Bocchino. L’ex An, assieme a D’Urso, si era detto da subito favorevole ad un’alleanza col centrodestra che è stata invece bocciata dal trio Fini-Rutelli-Casini. Il Terzo Polo ha annunciato di voler tenere le mani libere, ma soprattutto all’interno di Fli si è aperta una falla non facile da contenere.

Ancor più significativo è però l’allarme già risuonato nell’Esecutivo. Bossi ha lasciato chiaramente intendere di “non voler affondare assieme al Pdl”, ufficializzando di fatto una tregua armata fino alla fine del secondo turno. I ‘Responsabili’, dal canto loro, devono evidentemente aver sentito puzza di bruciato facendo subito venir meno il loro appoggio al Governo, oggi battuto in ben 5 votazioni alla Camera in riferimento ad alcune mozioni sulla situazione delle carceri e a proposito della ratifica della Convenzione di Oslo sulla messa al bando delle munizioni a grappolo.

Sorride finalmente il Pd, che ha stravinto a Torino riuscendo a blindare al primo turno anche la sempre favorevole Bologna. In Piemonte, Piero Fassino ha ottenuto il 56,65% contro il 27,30% di Michele Coppola, candidato del centrodestra, il 4,97% del grillino Bertola e il 4,86% del terzopolista Musy. Sotto le due Torri, invece, Virginio Merola ha raccolto il 50,46% dei voti, mentre il candidato leghista del centrodestra Manes Bernardini si è fermato al 30,35%. Ottimo il riscontro per Massimo Bugani del Movimento 5 Stelle, capace di toccare il 9,50%. Stefano Aldovrandi del Terzo Polo, invece, ha fatto registrare il 5,08%.

Sorrisi per il centrosinistra arrivano anche da Cagliari, dove per l’opposizione è stato già un successo obbligare il candidato del centrodestra, Massimo Fantola, al ballottaggio. Resa dei conti cui però Massimo Zedda, candidato di Sinistra ecologia e libertà, si presenterà forte di un sorprendente 45,11%. Parziale riscatto, per il centrodestra, è la situazione di Napoli. Il candidato del Pdl, Gianni Lettieri, ha ottenuto il 38,53% e se la dovrà vedere non con Mario Morcone –  l’uomo del centrosinistra si è limitato ad un modesto 19,36% - ma col candidato dell'Idv Luigi De Magistris, votato dal 27,43% degli elettori. Risultato, quello del capoluogo campano, che se da un lato apre un piccolo contenzioso in seno al centrosinistra, dall’altro conferma una tendenza evidenziata dal magro bottino ottenuto dal Terzo Polo.

L’estremizzazione del ‘Con Berlusconi o contro Berlusconi’, concetto ormai fin troppo radicato nello scenario italiano, ha di fatto cancellato il peso specifico dell’elettorato moderato favorendo i radicalismi. Fino ad oggi, soprattutto grazie alla Lega, il gioco ha favorito lo stesso Cavaliere. Le Amministrative 2011, in questo senso, stanno invece segnando un’inversione di tendenza che sembra in grado di sostenere le forze della sinistra più estrema o comunque quei movimenti più radicali nel loro ‘antiberlusconismo’. L’Idv, ma in parte minore anche il Movimento 5 Stelle. Non va infine dimenticato come, a Milano, lo stesso Pisapia (ex di Rifondazione comunista) abbia avuto la meglio alla primarie su Stefano Boeri, esponente moderato appoggiato dal Pd.

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[19-05-2011]

 
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