Giornale di informazione di Roma - Giovedi 14 dicembre 2017
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Cinema
 
» Prima Pagina » Cinema
 
 

The Tree of Life

di Terrence Malick. Con Brad Pitt, Sean Penn, Jessica Chastain

di Svevo Moltrasio

Un padre educa con durezza i propri figli alla vita. La madre invece cerca una strada più dolce. I misteri della vita si susseguono, in Terra e nell'universo, nell'esistenza quotidiana e in quella ultraterrena.

Presentata in concorso a Cannes, l’ultima fatica di Malick è stata accolta con diverse remore, salvo poi aggiudicarsi la Palma d'oro. D'altronde, da subito, non sono mancati gli ammiratori. Il film è stato in gestazione per mesi e l’uscita è stata rinviata diverse volte. Come prevedibile, la curiosità tra gli appassionati è cresciuta a dismisura tanto da rendere la pellicola tra le più attese della stagione – perlomeno tra i cinefili -. Nel cast da segnalare la presenza di Brad Pitt, anche tra i produttori, oltre quella di Sean Penn.

Malick sceglie una famiglia americana degli anni ’50 – con al centro un ragazzino primo di tre fratelli - come microcosmo da immergere nell’immenso mistero dell’esistenza – non solo umana -. Il racconto è svolto in maniera del tutto arbitraria: brevi accenni per passaggi cardine – la morte del fratello – e lunghe sequenze per momenti apparentemente superflui – corse, giochi, abbracci -. Il tutto disperso in divagazioni visive che saltellano dalla Terra all’universo, dai giorni nostri – con la parentesi dedicata al protagonista adulto – alle origini del nostro pianeta. Il movimento e l’evoluzione sono la costante, sia nei personaggi che nella natura, in un percorso che va ben oltre la vita conosciuta.

La pellicola è una sinfonia d’immagini e suoni – tra brani di musica classica e un elaboratissimo e straordinario lavoro sonoro – che colpisce più per suggestioni che per un tradizionale senso narrativo. Inevitabilmente la visione è estremamente soggettiva e solo la sensibilità di ognuno può colmarne alcuni passaggi. Facile riempirsi la bocca di termini come capolavoro, opera filosofica o immensa. Molto più difficile renderne un’analisi effettiva. Resta il fatto che sia un cinema un po’ chiuso in se stesso nel suo essere spudoratamente ostico, nonché meno all’avanguardia di quanto possa sembrare: immagini di pianeti, esplosioni o molecole, potevano sorprendere negli anni ‘60, oggi fanno tutt’altro effetto, e da Kubrick a Herzog, già altri registi hanno battuto strade analoghe. Non dedicargli una visione è un peccato, fischiarlo, un crimine.
 



votanti: 12
Secondo te quanti euro merita??
 
 
TAG: - malick - pitt - penn - chastain
 

[17-05-2011]

 
Lascia il tuo commento
 
 
 
  CORRELATE