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Il terzo polo e la lista legata alla Polverini

il quadro politico all'indomani del primo turno delle amministrative

Se Partito democratico e Popolo delle Libertà si dicono, all’indomani dalle elezioni, soddisfatti, è vero che, l’analisi politica dei risultati, mettere a fuoco altre tendenze. Dove i poli hanno vinto, è stato perché ad affiancarli c’è stato l’Udc. Il partito di centro è stato ago della bilancia, capace di coinvolgere l’elettorato moderato. Schierandosi a volte col Pdl a volte col Pd, altre con la lista Polverini, l’Udc entrerà nelle giunte dei tre grandi comuni della provincia di Roma dove il sindaco è stato scelto al primo turno. Per i comuni sotto i 15 mila abitanti, poi, 8 sindaci sono centristi.

Quando poi il partito di Pierferdinando Casini si è unito a quelli di Gianfranco Fini e Francesco Rutelli, Fli e Api, come a Pomezia, i tre hanno costituito il secondo polo più votato, ottenendo il 38,3% dei consensi contro il 43,6% del centrosinistra e del 13,4% del centrodestra. Ad Ariccia, Fli e Udc, con altre liste civiche, hanno ottenuto il 15% dei voti, ovvero quel terzo polo cui aspiravano a diventare.

Se ci si sposta in altre province della regione, a sorprendere e a scardinare gli equilibri politici del centrodestra, poi, c’è stata la Governatrice Renata Polverini che, con la sua lista Città Nuove che si è presentata da sola contro il Pdl e La Destra, è riuscita a imporsi tanto da andare al ballottaggio nei comuni di Terracina e Sora, con il 22,2 e il 25,4% delle preferenze. A Latina, infine, la lista del presidente ha ottenuto il 10%. Quello che sembra emergere è che a vincere è il sistema delle alleanze mutevoli e che i due poli non sono capaci di fagocitare gli interessi e gli orientamenti politici dei cittadini.

I RISULTATI
 
 

[17-05-2011]

 
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