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Fanculopensiero stanza 510

il “barbonaggio teatrale” di Ippolito Chiarello

Di Nunzia Castravelli

Il “barbonaggio teatrale” di Ippolito Chiarello è sbarcato a Roma all’Archivio14 di via Lariana, con la rappresentazione teatrale del romanzo del croato Maksim Cristan “Fanculo Pensiero”. Regia di Simona Gonella, testo di Michele Santeramo.

E’ la storia vera di Maksim che un giorno lascia la sua Beretta Chevrolet ad un semaforo, con il motore acceso, e se ne va in  un albergo: stanza 510. Cellulare scarico, si ferma a guardare il soffitto, e da qui …fanculo. Fanculo pensiero.

L’autore del libro si è veramente trasferito a Milano iniziando una vita da barbone scrivendo della sua decisione di lasciarsi tutto alle spalle.

Nella rappresentazione teatrale la stanza 510 non c'è, o meglio è immaginata. Il piccolo spazio in cui l’attore si muove è creato attraverso gesti e parole, così come il resto dei personaggi finalizzati all’esperimento.  Una messa in scena di una vita dalla quale si tenta di fuggire: “Fanculo a se stessi, fanculo al proprio personaggio, fanculo al ruolo”.

Una costola del progetto teatrale FanculoPEnsiero Stanza 510 è Fanculopensierooff. Una sfida, una protesta contro l’abitudine della politica di svendere la cultura. Ippolito scende in strada per riscoprire il senso intimo del suo lavoro  entrando in relazione con il pubblico. Così “svende” e fa a pezzi il teatro con un listino prezzi che varia dai 3 ai 15 euro. Lo spettatore sceglie alla carta la piece che vuole vedere, paga e porta a casa l’esperienza.  Il prezzo totale della performance è la paga sindacale di un attore, 65 euro. Un progetto dal grande contenuto sociale, che ha come obiettivo quello di aprire l’arte teatrale al pubblico, cercando di arrivare anche a quelle persone che non hanno mai visto un palcoscenico.

[15-05-2011]

 
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