Giornale di informazione di Roma - Domenica 17 dicembre 2017
 
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"Serie B? Ce la giocheremo fino alla fine"

Lunga intervista di mister Chiappara rilasciata a tuttolegapro.com

Catapultato dal campo alla panchina, Roberto Chiappara sembra aver trovato la medicina giustaper il suo Atletico, reduce da tre vittorie consecutive dopo il periodo no della gestione Incocciati.

Dopo una stagione e mezzo all'Atletico Roma, il grande salto da allenatore. E' sempre stato un suo desiderio quello di allenare una squadra una volta appese le scarpe al chiodo oppure è stata una chiamata alla quale non ha saputo rinunciare?
"Diciamo che avevo già messo in preventivo a fine stagione la volontà mia di smettere col calcio giocato e, a quel punto, il mio desiderio era quello di incominciare ad allenare. Invece è arrivata questa chiamata del tutto inaspettata, un'opportunità concessami dalla società alla quale sarò grato per tutta la mia vita, avendomi proposto l'occasione unica ed irripetibile di essere al comando di una squadra fortissima che vuole giocarsi il tutto per tutto ai play-off".

Come ha trovato e vissuto il passaggio da giocatore ad allenatore, in questo caso della stessa squadra?
"L'ho vissuto in maniera veramente spontanea e naturale, affidandomi principalmente al rapporto che avevo già instaurato con i miei vecchi compagni di squadra, un gruppo che conosco bene, assolutamente predisposto al lavoro dove l'umiltà fa da padrone".

Tre vittorie in tre partite e Atletico Roma saldamente ai play-off. Quale aspetto non funzionava con Incocciati?
"Non lo so. Purtroppo queste sono situazioni che possono capitare nell'arco di una stagione ed i risultati hanno fatto la differenza. All'interno dello spogliatoio non era sorta frattura alcuna, la squadra ha sempre cercato di ottenere il massimo, cosa che nel calcio non sempre è possibile e in questi casi a pagare è l'allenatore".

Sotto la sua guida, la squadra pare effettivamente essere guarita. Cosa ha portato e trasmesso loro di speciale?
"Innanzitutto ho cambiato il modo di giocare. Pensavo che in quel momento di grande difficoltà, il 4-4-2 fosse il modulo più idoneo e appropriato. Si addice molto alle caratteristiche del gruppo tanto che tutt'ora proseguiamo con quello che è progressivamente diventato una certezza, sia per me, in quanto nella mia carriera mi sono prevalentemente mosso con questo sistema, sia per i giocatori, poichè garantisce al tempo stesso equilibrio e solidità. Certo, non ho avuto il tempo di approfondire questo lavoro e per questo ho fatto molto affidamento al gruppo e agli aspetti umani che lo caratterizzano".

Passare dal 4-3-3 al 4-4-2 è stato per certi versi complicato oppure la squadra ha assimilato subito la nuova identità tattica?
"Devo dire la squadra non ha faticato molto ad assemblarlo anche perché vanta valori tecnici altissimi per questa categoria. Oltre al modulo, ho anche cercato di trasmettere equilibrio e serenità alla squadra e soprattutto tanta voglia di vincere che è alla base di ogni successo".

Qual è il suo credo calcistico? Quale tipologia di gioco privilegia?
"Sebbene abbia quasi sempre giocato in quel modo, è il 4-4-2 a rispecchiare la visione ideale del mio gioco. Allenatori come Giampaolo, Del Neri e Pillon sono il mio punto di partenza per iniziare a formarmi. E' un luogo comune errato chi scorge nel 4-4-2 un sistema di gioco difensivistico perché non è affatto tale: poi, certo, dipende da come viene interpretato. Io privilegio il gioco offensivo e quello sulle fasce ed il 4-4-2 è lo schema più appropriato per metterlo in atto. Giocatori come Babù e Franceschini sono essenzialmente gli interpreti ideali di questo tipo di gioco ma desidero che tutta la squadra partecipi all'azione perché in fase di possesso palla dobbiamo tutti attaccare e i giocatori devono sentirsi parte dell'azione, essendo loro i padroni del gioco".

Presumo dunque che siano Giampaolo, Del Neri e Pillon i mister ai quali si ispira...
"Assolutamente. Tra l'altro, io e Giampaolo siamo amici e non nego la volontà mia di ripercorrere il suo cammino. Ci siamo conosciuti a Treviso quando lui era l'allenatore della prima squadra ed io il suo centrocampista. Insieme abbiamo vinto tanto, conservo un grande ricordo suo e dei bei tempi passati assieme, tanto che spesso ci sentiamo ancora. Per me è un punto di riferimento. Ma mi ispiro anche a Fabio Gallo, ex bandiera dell'Atalanta ed attuale allenatore degli allievi".

Ora i play-off che Lei ha già vinto l'anno scorso in Seconda Divisione. Pensa di riuscire a fare il bis da allenatore?
"Penso che noi possiamo fare bene e gli ultimi risultati conseguiti hanno rafforzato questa convinzione nostra di poterli affrontare serenamente. Poi può succedere di tutto perché i play-off sono strani, possono andar bene come possono andar male ma con questo atteggiamento e con questa voglia di vincere manifestata nelle ultime uscite possiamo certamente recitare un ruolo da protagonista. Possiamo farcela, abbiamo tutte le carte in regola per ottenere un risultato prestigioso come la serie B anche perché siamo una squadra con giocatori importanti, un mix perfetto di giovani come Angeletti, Franchini, Ciofani, Padella e Balzano, protagonisti in Seconda Divisione e confermatisi anche quest'anno, abbinati agli esperti dalle qualità tecniche non indifferenti".

Come si vincono i play-off e chi tra Juve Stabia e Taranto preferirebbe incontrare in semifinale?
"Non lo so. Domenica cercheremo innanzitutto di ottenere un punto per conquistare il terzo posto, poi si vedrà. Benevento, Taranto e Juve Stabia sono compagini ostiche e temibili e solo il fatto che abbiano raggiunto i play-off dimostra quanto siano forti. Come si vincono? Non esiste una ricetta, bisogna avere una condizione fisica accettabile e, non da ultimo, anche una buona dose di fortuna. Io, per esempio, ne ho disputati parecchi ma prima dell'anno scorso non ne avevo mai vinto uno. Quest'anno però abbiamo i mezzi per far bene, ho la fortuna di guidare un gruppo molto forte per questa categoria e sono convinto che ce la giocheremo fino alla fine".

La società è del suo stesso avviso?
"Assolutamente. E' solida, forte e competente, ha investito molto per questo campionato e ci crede, proprio come me. Il solo pensiero di andare in serie B sta percuotendo un grandissimo dispendio di tempo ed energie tanto da aver quasi trascurato mia moglie e mia figlia che colgo l'occasione di salutare e ringraziare per il loro quotidiano appoggio privilegiando, invece, la costruzione, in linea con la società, di un programma solido e, si spera, vincente. L'unico dispiacere che nutro è quello inerente al tifo. Non abbiamo la fortuna di avere un grande sostegno da parte del pubblico, cosa che invece ci piacerebbe vantare. Mi auguro che l'opportunità di giocarci i play-off per la serie B accresca l'interesse della gente, al fine di incrementare l'affluenza al Flaminio. Mi auguro che i tifosi della Roma e della Lazio vogliano dare una mano a questa squadra e a questa società che meritano assolutamente l'appoggio di un pubblico caldo e numeroso".


Vincenzo Samà 
 
 

[11-05-2011]

 
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