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Pendolari: arrivano le class action

I viaggiatori della Viterbo-Bracciano-Roma cercheranno di portare in tribunale Trenitalia, così come hanno fatto quelli della linea Nettuno-Roma

I primi sono stati i pendolari della tratta ferroviaria Nettuno-Roma. Ora potrebbero fare altrettanto quelli della Viterbo-Bracciano-Roma. Parliamo di class action, l’azione collettiva dove più soggetti si costituiscono parte civile per ottenere un risarcimento. I pendolari della linea Viterbo-Bracciano-Roma hanno cominciato ieri a raccogliere le firme e a compilare i moduli. Se dovessero riuscire ad arrivare in tribunale, sarebbe la seconda causa con cui Trenitalia avrebbe a che fare. Quella indetta dai viaggiatori della Nettuno-Roma è infatti ormai arrivata alla prima udienza: il 16 giugno il giudice stabilirà se accogliere o meno la richiesta dei pendolari, la cui iniziativa è sostenuta anche dal Comitato Pendolari FR8a Carrozza. 

 “Tutto è iniziato il 4 luglio dell’anno scorso” racconta Rosalba Rizzuto, promotrice del Comitato Pendolari FR8a Carrozza e della class action, “quando a seguito di una serie di ritardi nell’arrivo a Roma, tanto che avevo esaurito i miei permessi, sono scesa dal treno infuriata e mi sono giurata di non fargliela passare liscia ancora una volta”. Prima c’è stato l’esposto alla polizia ferroviaria; poi durante l’estate Rosalba Rizzuto si è trovava ad avere intorno tante persone che come lei volevano far valere i propri diritti. E si sono rivolti a un avvocato. “Il nostro legale ha fatto un’ipotesi di risarcimento su una base annua di un danno supposto in 600 euro per gli studenti e 1200 per i lavoratori”.

L'azione legale è solo l'ultima puntata di un rapporto tra amministratori e pendolari. Qualcosa i viaggiatori sono riusciti a ottenere, soprattutto sul fronte dell’igiene delle carrozze. Ma tanto resta da fare. Per Rosalba Rizzuto l’offerta di treni rimane ancora inferiore alla domanda, soprattutto nel pomeriggio quando le corse sono insufficienti. Se è davvero possibile implementare la frequenza dei treni, il Comitato ha chiesto almeno di aggiungere dei convogli per poter permettere a più gente di salire a bordo. Inaccettabile è la condizione di alcune stazioni, ormai di fatto abbandonate, dove le porte dei bagni sono addirittura murate. 

Antonio Scafati

[10-05-2011]

 
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