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Spostamento concertone primo maggio

due mozini dividono il Pdl

Il Pdl capitolino non vuole, o non vorrebbe, il concertone del Primo Maggio a San Giovanni. Dopo le polemiche dei giorni scorsi sui disagi provocati dall'evento organizzato dai sindacati ai residenti, si è passati ai fatti con ben due mozioni presentate in Assemblea Capitolina. La prima, annunciata dal consigliere Antonino Torre (Lista Civica Alemanno), appoggiata dai consiglieri di Laboratorio Roma (sempre Pdl) e dal capogruppo Luca Gramazio, chiede il trasferimento del concertone a Tor Vergata, nella spianata creata da Rutelli. A questa si aggiunge una seconda, inaspettata, mozione da parte dei "rampelliani".

Il testo è stato presentato dai presidenti delle commissioni Cultura, Federico Mollicone, Ambiente, Andrea De Priamo e Patrimonio, Lavinia Mennuni e chiede invece di prendere in considerazione il Circo Massimo come luogo alternativo per il concerto del primo maggio.

Nel testo presentato da Torre si chiede al sindaco di non concedere più piazza San Giovanni al concertone anche perchè "la scelta della zona è competenza degli organizzatori e non può essere imposta ma solo suggerita dall'Assemblea capitolina". I firmatari vorrebbero che l'evento venisse "spostato nella zona di Tor Vergata, un luogo utile anche per integrare le periferie al contesto cittadino". Tale scelta, si legge nella mozione "non ghettizzerebbe il concertone ma lo metterebbe alla pari del più grande evento degli ultimi anni: la Giornata della gioventù di Giovanni Paolo II". Nel documento presentato da Mollicone, invece, si prende in considerazione anche il Circo Massimo come location alternativa a piazza San Giovanni e si chiede al sindaco di "richiedere agli organizzatori del concertone del Primo maggio il pagamento dei costi sostenuti per la pulizia straordinaria e per il ripristino dei luoghi".

Insomma sembra che la maggioranza capitolina non abbia le idee chiare. Anche se presto potrebbe arrivare un testo unitario che possa proporre Tor Vergata e Circo Massimo come luoghi alternativi, lasciando poi l'eventuale scelta alla giunta capitolina.
 
 

[10-05-2011]

 
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