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Roma, niente impresa: Milan campione d'Italia all'Olimpico

Finisce 0-0, la sfida con i rossoneri: poche occasioni. Ancora un errore sottoporta di Vucinic

Niente sgambetto della Roma, e per il Milan è scudetto. Gli uomini di Vincenzo Montella non riescono nell’impresa di rovinare la festa ai rossoneri, e di rendere meno improba la rincorsa alla qualificazione in Champions. Così, al termine di una sfida noiosa e con pochissimi sussulti va in scena la gioia milanista, che corona una stagione sempre al vertice, con il primo titolo vinto da Massimiliano Allegri, condottiero composto e signorile di una squadra non imbattibile né fenomenale, ma di gran lunga la più solida del circus italiano. Alla Roma, invece, non resta che sperare in un risultato favorevole nello scontro diretto fra Udinese e Lazio.

PRIMO TEMPO - Con le squalifiche di De Rossi e Perrotta, Montella è costretto a rivoluzionare il centrocampo: accanto a Pizarro va Brighi, mentre sulla trequarti gioca Fabio Simplicio. Taddei, inoltre, vince il ballottaggio con Menez. Nel Milan, invece, confermata la formazione annunciata alla vigilia. Il primo tempo vede una supremazia territoriale dei giallorossi, che al 13’ hanno l’occasione più importante del match: gran giocata di Cassetti sulla destra, che salta un uomo e crossa un pallone d’oro per Vucinic, che da distanza ravvicinata spara addosso ad Abbiati. Per il montenegrino è l’ennesimo gol fallito di questo scorcio di stagione. Al 18’ esce per infortunio Brighi (sospetta frattura del perone), e al suo posto entra Rosi, con una Roma risistemata con un 4-4-2. Al 36’ è proprio il laterale della Garbatella a procurarsi una buona occasione, ma la sua conclusione da centroarea è debole. 

SECONDO TEMPO – Nella ripresa, o almeno nel primo quarto d’ora, la musica cambia completamente, con la Roma a boccheggiare sul piano fisico (soprattutto con chi gioca più raramente, come Taddei e soprattutto Fabio Simplicio) e il Milan a collezionare almeno tre limpide occasioni da gol. Dopo appena un minuto Robinho prova un tiro a girare dai 16 metri e centra il palo. Nemmeno sessanta secondi dopo è invece Ambrosini, entrato al posto di Gattuso, a provare una conclusione al volo che viene deviata da Juan prima che provochi danni. E se Montella prova a correre ai ripari togliendo Vucinic (ennesima prova insufficiente) e inserendo Borriello, con Totti spostato nel ruolo di seconda punta, al 14’ i rossoneri hanno l’occasione più grande: Ambrosini serve un gran pallone per Boateng, che a tu per tu con Doni conclude a lato di pochissimo. Da questo momento la gara di fatto termina. Al Milan, infatti, il pareggio basta e avanza per conquistare il tricolore, mentre la Roma, che pure avrebbe necessità dei tre punti, crolla fisicamente. Al 27’ applauditissimo Pato, che entra al posto di Robinho, mentre al 37’ va in scena l’ennesima puntata della telenovela Montella-Menez, con l’allenatore che manda in campo al posto di Rosi il giovanissimo Caprari, lasciando in panchina il francese. “Non ha dimostrato gran voglia di giocare in settimana”, dirà a fine partita. Il risultato, in ogni caso, non cambia.

Saggio chi ha notato che se la Roma non andrà in Champions non sarà per questo pareggio. Un punto che contro la squadra più forte d’Italia ci può stare, in una partita che i giallorossi, almeno per metà, hanno ben interpretato. Ma a due giornate dal termine gli uomini di Montella non possono che cercare di raccogliere più punti possibili, sperare nei passi falsi altrui e mangiarsi le mani per l’incredibile mole di scivoloni accumulati nel corso della stagione.

Simone Luciani

Roma-Milan 0-0

ROMA: Doni; Cassetti, Juan, Burdisso, Riise; Pizarro, Brighi (16' Rosi, 82' Caprari); Taddei, F. Simplicio, Vucinic (53' Borriello); Totti. A disp.: Lobont, Loria, Greco, Menez. All.: V. Montella.
MILAN: Abbiati; Abate, Nesta, Thiago Silva, Zambrotta; Gattuso (45' st Ambrosini), Van Bommel, Seedorf; Boateng; Robinho (73' Pato), Ibrahimovic. A disp.: Amelia, Yepes, Antonini, Pirlo, Cassano. All.: M. Allegri.
ARBITRO: Emidio Morganti di Ascoli Piceno. Assistenti: Simone Ghiandai e Michele Giordano. Quarto Uomo: Nicola Pierpaoli di Firenze.
NOTE: Corner: 5-7. Ammoniti: Boateng, Van Bommel, Pato.

[08-05-2011]

 
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