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Laziogate ed il processo parallelo

Storace da imputato a vittima "credo di avere il diritto alle scuse"

"Cinque anni fa fui costretto a dimettermi da ministro per il cosiddetto Laziogate. Un anno fa una sentenza diede credito all'accusa. Ora un altro giudice ha invece condannato al risarcimento nei miei confronti chi sabotò la mia campagna elettorale. Credo di avere il diritto alle scuse. Non serbo rancore, ma c'è chi ha esagerato nei miei confronti". 

Dopo la condanna a 18 mesi Francesco Storace va al contrattacco e chiede delle scuse. L'ex governatore del Lazio, ora leader de La Destra, ha ottenuto 28.000 euro di provvisionale ed il diritto al risarcimento dei danni davanti al tribunale civile. Si tratta della sentenza di un secondo processo, parallelo a quello che nel novembre (in appello) aveva condannato Storace per gli accessi abusivi dal suo staff ai computer dell'anagrafe del Campidoglio nel 2005. L'intrusione informatica avvenuta, presumibilmente, per ostacolare l'ascesa di Alternativa sociale.

Ora invece il giudice Anna Maria Pazienza ha condannato Nunzio Brigandì, all'epoca coordinatore della raccolta firme per la lista della Mussolini, riconoscendo che c'erano state delle falsificazioni. Un anno e mezzo anche per Brigandi, condanna che sale a tre anni a causa di un precedente verdetto analogo.
 
 

[07-05-2011]

 
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