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Truffa milionaria, 13 arresti

acquistavano società sull'orlo del fallimento. Accusati di associazione a delinquere e bancarotta fraudolenta

Acquisivano società in difficoltà, si facevano intestare i beni e poi le lasciavano fallire: tredici persone sono finite in manette. A loro carico con un lungo elenco di accuse che va dall’associazione a delinquere alla bancarotta fraudolenta, dall’estorsione alla truffa aggravata.

La banda operava tra Lazio e Campania, ma metteva anche a segno truffe a livello nazionale. L’indagine del commissariato di Tivoli è scattata alla fine dell’anno scorso. Attraverso intercettazioni, pedinamenti e lo studio delle situazioni finanziarie delle società, gli agenti hanno ricostruito tutto l’organigramma della banda.

A capo dell’organizzazione c’erano i fratelli Claudio e Giovanni Scantone e Barbara Santoni. I tredici acquisivano società sull’orlo del fallimento, promettendo di fornire la liquidità necessaria a ripianare i conti, ma una volta che i beni erano stati intestati a loro lasciavano fallire l’azienda. La banda però non si limitavano a questo. Gli arrestati avevano infatti anche formato sulle ceneri delle aziende fallite sette società fittizie, con le quali acquistavano merce su tutto il territorio nazionale. Facevano grossi ordini, anche di centinaia di migliaia di euro, ma poi non pagavano la merce, rivendendola attraverso canali occulti. Nei loro depositi, i tredici arrestati avevano stipato televisori, frigoriferi, condizionatori d’aria. Gli agenti del commissariato di tivoli hanno calcolato che la ruffa si aggira complessivamente sui tre milioni di euro.

[04-05-2011]

 
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