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Brevi di Cronaca
 
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Protesta tir "lumaca" sul Gra, disagi al traffico

Dalle 6.30 vanno a passo di "lumaca" per protestare, a quanto si è appreso, contro i rincari della nafta: sono 40 Tir che a Roma, dalla zona di Saxa Rubra, sulla via Flaminia, fino alla centralissima zona di Porta Pia, stanno di fatto paralizzando il traffico di una consistente parte della città. Non è interessato dalla protesta il Grande Raccordo Anulare. Dalla polizia stradale si registra "traffico in tilt". "Quello che si sta verificando in queste ore a Roma, segno di una vera e propria disperazione dell'autotrasporto italiano, è solo la prima reazione a una politica totalmente sbagliata sul settore", ha detto Franco Pensiero, presidente di Trasportounito, commentando la manifestazione di protesta che si sta svolgendo a Roma.

LA PROTESTA - Gli autotrasportatori protestano contro la «totale inefficacia delle misure di garanzia che il Governo avrebbe dovuto fornire al settore del trasporto su gomma. In particolare - spiega una nota - il fallimento delle norme relative alla copertura dei costi di esercizio, ai tempi di pagamento e alla remunerazione dei tempi di attesa in teoria avrebbero trovato risposta nell'accordo del giugno 2010». «Il deterioramento del mercato, la crisi finanziaria e gestionale in cui si dibatte la stragrande maggioranza delle imprese del settore, ma anche il rischio di forme di protesta incontrollabili, rendono improrogabile - ha aggiunto Pensiero - l'assunzione di decisioni estreme e di scelte gravi ma necessarie». Trasportounito ha deciso il fermo nazionale del settore per cinque giorni, dal 16 al 19 maggio, chiamando anche le altre Associazioni di settore a una mobilitazione che una volta per tutte costringa il Governo e la committenza a farsi carico di scelte di mercato e di comportamenti coerenti. «Senza pagamenti certi e garantiti senza la remunerazione dei tempi di attesa e senza un quadro che consenta alle imprese di coprire i costi, la situazione del trasporto su gomma peggiorerà costantemente con conseguenze tanto imprevedibili quanto potenzialmente esplosive per il sistema economico italiano». «Purtroppo, come avevamo previsto, le disposizioni contenute nell'accordo di giugno, si sono rivelate ad oggi impraticabili, inattuali e inaccessibili. Ora si sta raggiungendo il punto di non ritorno - ha concluso Pensiero - l'autotrasporto è costretto a subire un codice della strada altamente repressivo, un aumento vertiginoso del carburante»

[03-05-2011]

 
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