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100 capolavori dello Stadel Museum

Una grande mostra al Palazzo delle Esposizioni della raccolta del mercante e banchiere tedesco

Da Goethe immortalato da Tischbein nella campagna romana al Ritratto di donna su un tetto di Roma di Max Klinger ai Musicisti d'orchestra di Degas, arrivano nella Città Eterna i capolavori dello Stadel Museum, riuniti in una grande mostra al Palazzo delle Esposizioni. Esposti dipinti del celebre museo, attualmente in via di restauro, che a Francoforte custodisce la  selezione della raccolta di arte antica e moderna donata alla collettività nel 1815 dal mercante e banchiere Johann Friederich Stadel.

La rassegna romana, intitolata “100 capolavori dallo Stadel Museum di Francoforte”, è stata curata da Felix Kramer, che ha privilegiato la produzione otto-novecentesca delle collezioni, proponendo così un viaggio all'interno della storia dell'arte europea dai Nazareni ai Romantici, dal Realismo all'Impressionismo, dal Simbolismo alle Avanguardie.

Il percorso si articola in sette sezioni, in cui si susseguono opere capitali di Tischbein, Koch, Corot, Monet, Degas, Renoir, Van Gogh, Cezanne, Böcklin, Feuerbach, fino a Moreau, Redon, Hodler, Munch, Beckmann, Ernst, Klee e Picasso. La mostra apre con il famoso ritratto di Goethe, in riposo sullo sfondo della campagna romana, realizzato nel 1878 da Heinrich Tischbein, diventato l'icona del Grand Tour. Ecco quindi i protagonisti del classicismo tedesco di primo '800, che cedono subito il passo ai vasti paesaggi dell'Impressionismo francese con gli scorci realisti di Corot e Courbet, fino ai ritratti di Renoir e le atmosfere parigine di Degas.

La sezione centrale è invece dedicata al Simbolismo, qui rappresentato dalle suggestioni evocative dei maestri riconosciuti del movimento: Ensor, Moreau, Munch e Redon. Non mancano i capolavori dell'Espressionismo tedesco, rappresentato dai gruppi Die Brücke, con artisti quali Heckel e Nolde, e Der Blaue Reiter, con Marc e Jawlensky, con una produzione artistica drammatica e radicale.

Un'intera sezione è infine dedicata a Max Beckmann, con il suo stile forte e dai tratti espressionisti, ma difficilmente riconducibile a una corrente precisa, proprio per riflettere sulla grande ricchezza e la complessità che hanno caratterizzato la cultura europea d'inizio secolo. A concludere eccezionalmente la mostra, uno sguardo particolare alla visione novecentesca della modernità, dato attraverso gli occhi di artisti come Max Ernst, Paul Klee e Pablo Picasso.

Ma non finisce qua. Critici d'arte ma anche storici, scrittori, architetti si alterneranno infatti, tutti di giovedì, alle 18.30, nella sede di via Nazionale per degli incontri, curati da Lorena Munforti e Giancarlo Riccio, che avranno l'obiettivo di ripercorrere quel periodo storico-artistico compreso tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento.

Un impegno di mesi da parte degli organizzatori, con lo scopo di proiettare anche il Palazzo delle Esposizioni di Roma nei calendari dei grandi musei europei e non solo, dove ogni grande allestimento è sempre correlato ad incontri, approfondimenti, concerti. Per la Capitale, invece, è una novità. Il pubblico seguirà le relazioni degli esperti e potrà anche interloquire con loro.

Fino al 17 luglio al Palazzo delle Esposizioni

[30-04-2011]

 
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