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Beatificazione: intervista al Questore sulla sicurezza

A poche ore dalla veglia di preghiera al Circo Massimo, che domani sera aprirà le celebrazioni per la beatificazione di Giovanni Paolo II, il questore di Roma Francesco Tagliente parla della sicurezza in città

Domani sera comincerà questo lungo week end per Roma, una città che per l'occasione sarà sicura ma non militarizzata.

Sì, io preferisco evitare questa espressione: Roma sarà una città presidiata con risorse sufficienti a garantire la sicurezza dell’evento. Siamo impegnati da due mesi per pianificare tutte le misure organizzative: ora siamo alla stretta finale, stiamo stringendo i bulloni per passare alla fase di gestione.

Ci sarà uno speciale sistema di videosorveglianza e anche il fiume Tevere sarà oggetto di particolare attenzione. È corretto?

Sì, tutte le località interessate dall’evento saranno presidiate. Il Tevere sarà vigilato dalla polizia fluviale e da altre risorse che abbiamo impegnato proprio per garantire a tutta l’area intorno a San Pietro il massimo livello di attenzione e sicurezza. Per quanto riguarda la videosorveglianza abbiamo un elicottero che sorvolerà tutte le zone interessate e manderà le immagini al centro per la gestione della sicurezza dell’evento, oltre che negli uffici del questore e del capo di gabinetto, per consentire ai responsabili di prendere delle decisioni in tempo reale nel caso in cui dovesse rendersi necessaria una rimodulazione dei dispositivi.

Come lavorerà la Questura in questi giorni?

La pianificazione termina oggi alle dieci con l’ultimo tavolo tecnico per mettere a punto le ultime misure. Poi viene varata l’ordinanza di servizio e si passa alla fase della gestione: ogni funzionario assumererà l’incarico che gli è stato assegnato nelle varie zone della città.

Dopo l’attentato di ieri a Marrakech, in Marocco, cambia qualcosa?

Noi abbiamo un sistema che è garantito dal Casa, il Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo, un organismo che risiede all’interno del Ministero dell’Interno e che è presieduto dal Direttore centrale della polizia di prevenzione: è un organismo che fa un’analisi per vagliare tutte le informazioni su possibili minacce. Alle autorità di pubblica sicurezza arrivano quindi notizie già filtrate. Oggi non abbiamo minacce specifiche ma abbiamo un’attenzione massima proprio perché alla vigilia di eventi come questo non si può eludere assolutamente nulla.

Antonio Scafati
 
 

[29-04-2011]

 
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