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Alemanno fa il bilancio di tre anni di governo

il futuro di Roma verso quattro capisaldi

E' tempo di bilanci per la giunta capitolina, tempo di tirare le somme su risultati raggiunti ed errori commessi a tre anni esatti di governo della città. Un rimpianto il sindaco Gianni Alemanno ce l'ha e lo confessa: non essere stato sufficientemente duro e determinato nel cambiamento come i cittadini avrebbero voluto. Ecco perché, quando alla fine del suo mandato manca un biennio,  il primo cittadino usa ogni mezzo per denunciare problemi pregressi e futuri programmi, compreso un minidocumentario (video allegato alla notizia).

Si è parlato di futuro, un futuro che passa per quattro capisaldi: sicurezza urbana, risanamento finanziario, completamento della riforma di Roma Capitale e i progetti del piano di sviluppo e della candidatura olimpica. "Per quanto riguarda il piano di rientro - ha spiegato Alemanno - il prossimo passaggio sarà il riconoscimento da parte dell' Assemblea capitolina di 2,360 miliardi di debiti fuori bilancio ereditati dal passato. Poi dobbiamo portare a conclusione la riforma di Roma capitale con il riconoscimento dei nuovi poteri, con l' approvazione dello statuto e con la definizione dei nuovi confini dei 15 nuovi municipi". Il terzo pilastro si basa sull' approvazione in Assemblea capitolina del piano strategico di sviluppo, al quale seguirà un accordo quadro con Governo e Regione per attivare fondi Cipe ed europei sui progetti condivisi e del piano strategico stesso. Infine, "il quarto pilastro è la sicurezza urbana perchè dobbiamo completare i progetti previsti nel secondo Patto per Roma sicura, completare la Sala Sistema, ridefinire le ordinanze e richiedere al Governo e al Parlamento le leggi necessarie a garantire la sicurezza urbana".

RICANDIDATURA ALEMANNO - "Tutti i sindaci hanno realizzato e completato, nel secondo mandato, molte delle cose di cui hanno posto le basi nel primo". Ha detto Alemanno, ribadendo la sua intenzione di ricandidarsi nel 2013. "Noi - ha continuato - abbiamo enumerato cose che realmente partono e vengono concluse in questo mandato proprio per presentarci nel 2013, quando ci ricandideremo, con le carte in regola, dimostrando il cambiamento che si è realizzato nella città".

L'OPPOSIZIONE "Solo promesse non mantenute"- Dalla F1 ai nuovi stadi, dalla chiusura di Malagrotta all'espulsione di 20 mila nomadi, ai temi della sicurezza: sono alcune delle promesse non mantenute da Alemanno elencate dai consiglieri comunali del Pd. Tra le criticità Daniele Ozzimo cita il "fallimento di proporzioni bibliche sul piano rom, con 250 nuovi microcampi abusivi e neanche un nuovo campo aperto dei sei promessi". "Solo tre sono le delibere sul sociale prodotte in tre anni", aggiunge. "Tre anni di parole, danni e zero opere. La città è ferma, gestita male - denuncia il capogruppo del pd in Assemblea Capitolina Umberto Marroni - e ogni evento normale per una città come Roma, come la beatificazione di Wojtyla, viene trasformato in un' emergenza e considerato da Alemanno una catastrofe naturale. È sulla crisi economica il fallimento più grande del sindaco", secondo il segretario romano del Pd Marco Miccoli. "La città è al collasso e migliaia di lavoratori oltre al posto stanno per perdere anche gli ammortizzatori sociali".
 
 

[28-04-2011]

 
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