di Svevo MoltrasioUn militare è coinvolto in una misteriosa missione: deve rivivere gli ultimi otto minuti che precedono un attentato ferroviario sostituendo una delle vittime. L’obiettivo è scoprire il mandate e finché non sarà raggiunto, il nostro ritornerà sempre al punto d’inizio.
Il giovane
Duncan Jones torna in sala con un nuovo film a tre anni dall’esordio MOON, piccola pellicola di fantascienza con non pochi estimatori – più tra la critica che tra il pubblico -. La nuova pellicola, scritta da
Ben Ripley, di nuovo ha riscosso consensi in patria, andando incontro anche ad un discreto successo al botteghino.
Come nell’opera d’esordio,
Jones gioca con elementi tradizionali della fantascienza, cercando di rimpastarli in una forma semplice ma intrigante. Più che all’aspetto visivo – essenziale – il regista è interessato alle potenzialità della trama di cui con cura sfrutta ogni svolta. L’idea di partenza non è nuova, come non lo sono i colpi di scena che si susseguono, ma la visione è appassionante grazie anche all’ottima caratterizzazione del protagonista e all’alternanza dei toni che, senza disdegnare tocchi melodrammatici, sopperiscono alla limitatezza della scena.
Jones non raggiunge i paradossi narrativi di
Nolan, autore cui è facile accostarlo, e probabilmente non ha nemmeno lo stesso talento, ma qui il piacere del racconto ancora predomina rispetto al desiderio di sorprendere a tutti costi e, di conseguenza, le aspettative non vengono tradite – vedi
INCEPTION -. Buona la prova di
Jake Gyllenhaal.