Giornale di informazione di Roma - Lunedi 11 dicembre 2017
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Cronaca Roma
 
» Prima Pagina » Cronaca Roma
 
 

25 aprile, tra memoria e polemica

Contestato il ministro La Russa. Compare insegna antisemita al Pigneto

Roma festeggia il 25 aprlie, giornata del 66° anniversario dalla liberazione nazi-fascista. Ad aprire ufficialmente le celebrazioni è stato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano con la posa della corona d'alloro all'Altare della Patria e prima ancora a Porta San Paolo, luogo di uno dei combattimenti più drammatici ed eroici della Resistenza. Con Napolitano, il presidente del Senato Renato Schifani ed i ministri della Difesa e dell'Interno, Ignazio La Russa -fischiato all'inizio del suo discorso- e Roberto Maroni.

FISCHI PER LA RUSSA - Il ministro è stato fischiato da un gruppetto di cittadini che si trovano in piazza Venezia appena ha iniziato il suo discorso davanti al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e alle altre autorità.

CONTESTATO ANCHE L'ASSESSORE ALLA CULTURA GASPERINI - L'assessore ai beni culturali del Comune di Roma, Dino Gasperini, è stato brevemente contestato nel corso delle celebrazioni del 25 aprile. A Porta San Paolo è stato pubblicamente difeso dal comandante partigiano Massimo Rendina dopo che, nel corso del suo intervento sul palco, era stato fischiato e contestato da alcuni presenti.

INSEGNA AL PIGNETO - Una scritta uguale a quella situata all'ingresso del lager di Auschwitz, «Arbeit macht frei», ma in linqua inglese, è apparsa questa mattina a Roma, nel quartiere Pigneto. La raccapricciante insegna è stata realizzata nella stessa grafica e con lo stesso materiale di quella del campo di concentramento di Auschwitz che recita 'Il lavoro rende liberi', nella versione inglese 'Work will make you free'. Si trova sul ponticello pedonale che collega Circonvallazione Casilino al quartiere Pigneto. È rivolta verso l'interno della carreggiata. L'insegna è lunga quattro metri e ciascuna lettera è alta 30 centimetri. È frutto di un lavoro abile e lungo perchè è stata saldata sul ponticello. Indagano gli agenti della polizia e la Digos. L'autore in un'intervista al Fatto Quotidiano ha spiegato "Non è un'apologia dell'Olocausto, si tratta solo di una provocazione per dire che la nostra società è un enorme campo di concentramento". L'autore della scritta "Work will make you free" spiega le sue ragioni. Per lui voleva essere una sorta di monito. Come dire: "Attenti a questa deriva, rischiamo tutti di perdere le normali condizioni di vita".

Un'infamia e una «vergogna» che sarà "subito rimossa", ha commentato il sindaco Gianni Alemanno. "E' gravissimo che ci siano persone che si sono messe a fare una scritta antisemita in ferro battuto e ad inchiodarla contro un muro - afferma Alemanno - è un fatto estremamente grave e mi auguro che gli inquirenti trovino subito i responsabili".

MANIFESTI RIMOSSI - Sono stati rimossi i manifesti apparsi alla vigilia di Pasqua in alcune zone di Roma. I manifesti, con sopra l'immagine di una squadraccia di fascisti col braccio alzato, riportavano la scritta "25 Aprile...Buona Pasquetta!!!", dove i punti esclamativi avevano la forma di fasci littori. I poster erano stati attaccati su muri e cartelloni all'Esquilino - presso Santa Maria Maggiore e in via Giolitti - ma anche in via del Corso e nel quartiere Prati. Numerosi sono i manifesti con immagini e simboli fascisti affissi nelle vie del centro della Capitale.

ZINGARETTI - "Il 25 Aprile è il ritorno della libertà, della possibilità di vivere e di esprimere opinioni: la giornata più profonda che segna l'unità nazionale". Lo ha detto il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, partecipando a Porta San Paolo a Roma alle celebrazioni per il 25 aprile. Zingaretti per l'occasione ha deposto lungo le mura una corona con i colori della Provincia. "Se siamo cittadini - ha aggiunto - lo si deve al fatto che dal 25 di aprile siamo liberi, e non c'è parola più bella della libertà, che va difesa e curata. La democrazia infatti - ha aggiunto Zingaretti - non è mai conquistata per sempre, ma è una battaglia quotidiana. Giornate come questa non vanno sentite come atti di celebrazione, ma come opportunità di ribadire questo valore". A chi gli chiedeva cosa pensasse delle iniziative di questi giorni contrarie ai valori e alla celebrazione del 25 aprile, Zingaretti ha risposto: "E' la conferma che la democrazia non è una conquista di per sè ma è sempre figlia di un confronto, che ai tempi del fascismo aveva come posta la vita. Dobbiamo accettare le idee di tutti - ha concluso - tranne quelle che per affermarsi devono negare quelle altrui".

[25-04-2011]

 
Lascia il tuo commento