Giornale di informazione di Roma - Sabato 16 dicembre 2017
 
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E' una Virtus confusa e felice

Roma batte Caserta 74 a 68 dopo aver lottato con i soliti problemi intestini. Gli arbitri perdonano a Jones una testata ai danni di Datome.

Nella travagliata ed angosciosa stagione virtussina, dopo Biella, l'altra ferita aperta del recente passato si chiama Pepsi Caserta o meglio detta Jumaine Jones Experience. La condizione attuale delle due formazioni ed ancor di più di quella campana non sembra però poter accendere in questa vigilia di Pasqua fasti così bellicosi da richiamare in causa gli schiaffi ed il conseguente sacco dell'Eur dell'ultimo playoff.

Sacripanti sceglie Kozarek perché Di Bella è out per infortunio con al suo fianco Bowers, Ere, Williams a completare il quintetto, montre Roma ripropone finalmente Djedovic dall'inizio con Washington a portar palla, Dasic, Datome e Traorè sotto le plance. L'inizio romano è un festival di falli spesi male, difesa assente e confusione mentale del play che producono facili contropiedi scaturiti da ripetute palle perse. Gordic viene chiamato in campo e la squadra acquista maggior confidenza con gli spazi in modo da recuperare il divario grazie a giocate di classe di Djedovic, Dasic e Traorè. Ma la difesa continua a latitare e sotto canestro non c'è (ma quando c'è mai stata) la giusta determinazione ed anche la mira sembra non essere clemente, mentre sorride maggiormente agli juventini con Ere e Jones che sfidati al tiro iniziano a spostare l'inerzia della partita a favore degli ospiti.

Filipposchi prova la carta Smith per cercare di dare maggiore qualità all'attacco, ma il "ragno" seppur applicandosi notevolmente in difesa è un'altra volta latitante a referto con un misero 1 su 5 al tiro. La scarsezza sportiva in campo si fa pesante e cupa, Roma continua a non difendere e a faticare nel trovare tiri comodi, provando ad aggrapparsi al bonus in cui Caserta ben presto piomba, ma continua a lasciare costante iniziativa all'avversario, Williams, Jones e Ere sembrano sempre essere uno in più nel pitturato e si va così all'intervallo lungo non prima di aver gustato lo scempio dei passi palla in mano di Washington che lascia la Virtus con soli cinque miseri punti di vantaggio (38 - 33).
Coach Filipposchi seppur voltandosi più volte indietro verso la propria panchina non può chiedere minuti a Vitali e Giachetti (in sala stampa dirà che il bolognese stava bene ma non spiega il perché del suo accantonamento) ed allora si resta in campo col fantasma Smith, con Gordic macinatore di palloni senza idee e con troppe mani addosso e con l'onnipresente prezioso Dasic spremuto fino al midollo a fine gara (per lui 14 punti e 9 rimbalzi).L'incontro procede punto a punto più per demeriti delle due formazioni che per ritmo serrato di gioco. Roma vede assottigliarsi quel piccolo margine accumulato perché il solito Jones si carica la squadra sulle spalle fino alla messa in scena della "tammurriata casertana" reagendo dopo una palla contesa con una vistosa e gravissima testata al malcapitato Datome. Gli arbitri però non applicano il regolamento e l'americano resta impunito in campo con un solo falletto a suo carico. A cui se ne aggiunge subito un altro per un tecnico rimediato per una reazione verbale dopo una bomba infilata nella vasca romana. La partita s'infiamma grazie al "teatrino" che si va inscenando tra panchina ospite e parterre mentre in campo le difficoltà in casa Roma restano le stesse e le vie del Signore sembrano lontane nonostante l'imminente resurrezione pasquale. Finalmente riesce a rivedere il campo D-Wash, l'unico veramente in partita (ed è tutto dire) stasera in casa Virtus (chiuderà con 19 punti, 6 rimbalzi per un 23 di valutazione), e piazza prima un canestro nel traffico e poi la tripla con la quale Roma sembra allungare ma è solo il solito fuoco di paglia perché in un amen è nuovamente parità a quota 66 anche se l'insormontabile Williams esce per falli. Ed allora servono due liberi ed il jumper dal cilindro fuori equilibrio all'ultimo secondo di Datome per far esplodere il Palazzo tenendo Caserta a - 4.

Roma con un fallo da spendere avrebbe la possibilità di ribaltare a proprio favore la differenza canestri ma al fischio tardivo si aggiunge il 2 su 4 ai liberi con i quali si va negli spogliatoi tra gli applausi meritati. Ora la preghiera che rivolgiamo ai ragazzi è quella di non rispettare la festa dei lavoratori e di andare a vincere questa benedetta trasferta contro una Montegranaro in caduta libera e per questo assai pericolosa.

Cocco Rossi Stuart

[24-04-2011]

 
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