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Lewis se li beve tutti

In Cina grande vittoria di Hamilton. Per la Ferrari altra domenica no

Sulla stessa pista qualche anno fa buttò via un mondiale già vinto, oggi lo riapre con una prova maiuscola. Lewis Hamilton vince il Gp della Cina rompendo il monopolio di Vettel e candidandosi come rivale numero uno per il tedeschino a caccia del bis iridato. Sembra quasi che alla Mclaren abbiano letto il nostro articolo della scorsa settimana in cui affermavamo che per avere qualche speranza di successo bisognava evitare che il campione del mondo conservasse la prima posizione al via. Detto, fatto. Sia per Button che per Hamilton. Battute a parte, sicuramente la partenza è stata un momento chiave della gara, così come la strategia. La Mclaren le ha azzeccate entrambe e il resto ce l'ha messo forse colui che attualmente è il miglior pilota nelle manovre di sorpasso.

Chiedere anche al buon Jenson. L'altro eroe di giornata è sicuramente Mark Webber, che continua a essere penalizzato dalla sua stessa scuderia, ma non molla e, partito diciottesimo, arriva terzo a poche centinaia di metri dal compagno di squadra partito dalla pole, quel Vettel che si sforza di sorridere nonostante il tris mancato, perché in fondo un secondo posto dopo due vittorie non è male. La strategia sbagliata invece condanna ad altri musi lunghi i piloti del Cavallino. Per una volta Massa, più in palla di Alonso, non ha tutti i torti nel criticare il muretto, forse il podio era possibile. Tra gli altri, segnali di crescita importanti da parte della Mercedes che con Rosberg, giunto quinto, ha addirittura guidato il Gp per qualche giro. Sottotono la Renault che deve accontentarsi del nono posto di Petrov, bene come al solito Kobayashi che centra nuovamente la top ten e Di Resta che la sfiora e meriterebbe forse una Force India più performante. Un dato interessante di una corsa divertente e ricca di duelli: tra il primo e il quinto al traguardo, meno di quattordici secondi. Adesso pausa di tre settimane, poi Istanbul: per la Ferrari sa già di ultima chiamata.

Giu. Cil.

[17-04-2011]

 
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