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Atac: le reazioni della politica alle dimissioni di Basile

La maggioranza si dice stupita ma non preoccupata per il futuro dell’azienda. L’opposizione incalza e accusa la gestione Alemanno

A ventiquattr’ore dal terremoto che ha investito i vertici dell’Atac, la politica romana si interroga su cosa è accaduto e su cosa succederà. Maurizio Basile, amministratore delegato di Atac da ottobre, Luigi Legnani, presidente del cda, e Massimo Tizzon, presidente del collegio dei sindaci, hanno comunicato ieri pomeriggio di voler lasciare l’incarico. In pratica sono state azzerate le massime cariche all’interno dell’azienda.

Ieri Gianni Alemanno aveva commentato la decisione di Basile dicendosi molto sorpreso, ma aveva aggiunto che il lavoro di risanamento di Atac sarebbe proseguito. Oggi il sindaco non è voluto tornare sull’argomento. Altri lo hanno fatto, sia della maggioranza che dell’opposizione. Antonello Aurigemma, assessore alla Mobilità e ai Trasporti, ha detto che quelle di Basile “sono dimissioni di cui ancora dobbiamo capire il motivo, perché non c’è stata finora la possibilità di poterci incontrare”. Sul futuro di Atac, l’assessore sposa la linea Alemanno: “Le dimissioni nulla hanno a che vedere con la linea del risanamento che l’amministrazione sta portando avanti. Lunedì sono già state formulate dalla giunta delle delibere propedeutiche al risanamento dell’azienda e su quella linea l’amministrazione intende continuare ad andare avanti”.

Totalmente diverso il parere dell’opposizione. Per Athos De Luca, consigliere comunale del Pd, “siamo in una situazione sconcertante. Stiamo assistendo a continue dimissioni dei manager indicati dal sindaco Alemanno nelle aziende, questa è la più grave e preoccupante perché viene a distanza di pochissimi mesi da quando Basile ha cominciato a lavorare”. De Luca continua dicendo che Maurizio Basile prima di accettare l’incarico all’Atac era “il capo di gabinetto del sindaco di Roma, quindi persona di fiducia e di comprovate capacità, l’uomo messo a capo dell’Atac per far uscire l’azienda dalla grave crisi in cui versa, crisi che peraltro è stata causata dalla vicenda inqualificabile di parentopoli”.
Le responsabilità per le dimissioni di Basile vanno ricercare nell’operato dell’amministrazione comunale, secondo De Luca. Sbagliato è stata soprattutto il modo con cui Alemanno ha gestito il risanamento dell’Atac, in particolare nel caso del piano industriale. Athos De Luca ricorda che “il piano industriale è stato approvato dal cda oramai due mesi fa. Il Comune avrebbe dovuto portarlo nelle commissioni, discuterlo e dare un parere: invece è tutto fermo. Nonostante anche il Pd abbia chiesto un consiglio straordinario, non è stato fatto nulla”.

Antonio Scafati

[15-04-2011]

 
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