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Bufera in Atac, si dimette l'ad Maurizio Basile

conti in rosso, si rischia il fallimento dell'azienda

Ancora bufera nell'azienda municipalizzata di trasporto pubblico Atac. Dopo lo scandalo 'parentopoli', un nuovo  "terremoto" travolge l'azienda. Si dimettono in un solo giorno presidente e amministratore delegato, Luigi Legnani e Maurizio Basile. Una decisione che spiazza il Campidoglio, avvertito soltanto a cose fatte. "C'è stato grande stupore", ammette il sindaco Gianni Alemanno, che però aggiunge: "Non c'è problema, fronteggeremo la situazione".

Basile, ''risanatore di lungo corso'', era il manager chiamato a ottobre 2010 da Alemanno, di cui era capo di gabinetto, a prendere il posto dell'ad Adalberto Bertucci per risanare le disastrate casse di Atac. Dopo neanche sei mesi, parecchio tribolati per l'esplodere alla fine di novembre dello scandalo 'parentopoli' nelle assunzioni in azienda, ecco però la decisione di lasciare.

Dettata da ultimo anche dal rifiuto del sindaco di aumentare il biglietto di autobus e tram, una misura che sarebbe stata impopolare per l'amministrazione, ma a parere dell'ad indispensabile per sanare i conti. Il gesto matura nel corso del Cda dell'azienda, che conta ben tre abbandoni. La riunione si apre infatti con l'annuncio delle dimissioni del presidente del collegio dei sindaci, Massimo Tezzon, per incompatibilità con altri incarichi da lui coperti. Subito dopo prende la parola il presidente del cda Legnani, che elenca tre ragioni, ben diverse, alla base del suo addio. La prima verte attorno al piano industriale 2011-2015 per il risanamento dell'azienda, approvato il 25 febbraio.

Dal Comune il presidente lamenta di non aver avuto risposte al riguardo, neanche nell'assemblea straordinaria del 4 marzo. Di qui la richiesta al Campidoglio di verificare "la piena condivisione dei contenuti del Piano e delle azioni da intraprendere per la sua efficace attuazione". A ciò Legnani aggiunge di aver avuto notizia di accordi sindacali conclusi in Campidoglio, all'insaputa dei vertici aziendali. Così come senza informare l'Atac, l'amministrazione Alemanno ha chiesto alla Corte dei Conti un parere sullo stipendio di Basile. Il parere è stato negativo e così oggi il cda ha ratificato il taglio della retribuzione dell'ad da 350 mila a 75 mila euro. Anche per questo le dimissioni di Legnani. Subito dopo, l'annuncio dell'addio di Basile, che si è detto necessitato a farlo anche perchè il presidente è il rappresentante legale dell'azienda. L'abbandono, ad ogni modo, non diventerà effettivo prima del 16 giugno, quando dovrà essere approvato il bilancio. Un bilancio in cui sarà sancito un buco per il 2010 tra i 130 e 150 milioni di euro (l'anno scorso erano stati oltre 91). Una situazione, dunque, tutt'altro che tranquilla, con la difficoltà a pagare i fornitori e il conseguente rischio di un blocco del servizio. Dovrà dunque correre subito ai ripari il sindaco Alemanno che ha appreso la notizia delle dimissioni a cose fatte.

LAVORATORI ATAC "Allo sbando" - "Qui dentro siamo gli unici che lavorano ma ora siamo allo sbando, non sappiamo che pensare, quest'azienda ci sembra sull'orlo del precipizio". Al deposito di via Prenestina i conducenti parlano a denti stretti dell' ultimo colpo di scena in Atac dopo lo scandalo parentopoli: le dimissioni del presidente e dell'amministratore delegato, Luigi Legnani e Maurizio Basile, e di un membro del Collegio dei sindaci. I lavoratori dicono di sentirsi "confusi" e riferiscono le voci che circolano in azienda: "Si vocifera che non andasse d'accordo col sindaco - dice Marco, un giovane autista - che l'azienda è insanabile. Se ne dicono tante... quel che è certo è che sarà difficile trovare un degno sostituto". "La mia opinione - è il parere di Luciano, un altro conducente - è che Basile era venuto con buone intenzioni, poi sono iniziate le pressioni politiche e ha capito che non poteva portare a termine il suo compito, così ha gettato la spugna. Dopo parentopoli questo è un altro brutto colpo per l'Atac".

ASSESSORE MOBILITA' AURIGEMMA - "La situazione di Atac non è così catastrofica, come si pensa. Non corriamo il rischio della bancarorotta". Lo ha detto all'ANSA l'assessore capitolino alla Mobilità, Antonello Aurigemma. "In giunta - spiega - sono pronte tre delibere propedeutiche al bilancio per il risanamento dell'azienda. Prevediamo infatti di far entrare in Atac, come società di secondo livello, Atac patrimonio che ha numerosi immobili da vendere".
 
 

[15-04-2011]

 
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