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Droga, sequestrati 20 chili di cocaina

sei arresti a Fiumicino

20 chili di cocaina purissima e sei persone arrestate per traffico internazionale di stupefacenti. E' il bilancio dell'operazione della Guardia di Finanza allo scalo aeroportuale “Leonardo da Vinci” di Fiumicino.

Due cittadini venezuelani provenienti da Caracas sono stati fermati e subito accompagnati all’ospedale “Grassi” di Ostia per accertamenti. I successivi esami radiologici hanno rivelato la presenza di ovuli nelle cavità addominali e si è scoperto successivamente che si trattava di cocaina allo stato liquido, racchiusa in sottili involucri di gomma, per un totale di oltre tre chilogrammi di sostanza. L’espediente, oltre che inutile considerato che non sfugge agli accertamenti radiografici, è estremamente pericoloso, perché, in caso di rottura della pellicola esterna dell’ovulo, la sostanza verrebbe assunta immediatamente dall’organismo procurando un’overdose fulminea.

Altro sistema di occultamento particolarmente ingegnoso, che richiede, però, elaborati processi chimici per l’estrazione della sostanza, consiste nell’impregnamento di tessuti. Un cittadino rumeno di oltre 60 anni, proveniente da San Paolo del Brasile, è stato trovato in possesso di otto chilogrammi circa di cocaina presente negli abiti ed in una coperta trasportati all’interno di una valigia.

Infine, due donne ed un uomo, sbarcati insieme dal Sud America sono stati trovati in possesso di altri dieci chilogrammi di cocaina contenuta in panetti e buste di nylon trasparenti, abilmente occultati nei doppifondi delle valigie e degli zaini al seguito dei tre passeggeri.

Gli oltre 20 chilogrammi di cocaina, sequestrata dalle Fiamme Gialle del Gruppo di Fiumicino in collaborazione con il Servizio di Vigilanza Antifrode dell’Agenzia delle Dogane dell’aereoporto, avrebbero alimentato il mercato nazionale e soprattutto romano, fruttando alle organizzazioni oltre 5 milioni di euro.
Prosegue senza sosta, presso lo scalo aeroportuale “Leonardo da Vinci” di Fiumicino,
la lotta al traffico internazionale di stupefacenti da parte dei finanzieri del Comando
Provinciale della Guardia di Finanza di Roma che scoprono metodologie sempre più
sofisticate utilizzate dalle organizzazioni criminali per far superare ai corrieri incaricati del
trasporto i dispositivi di controllo di “prima linea”.

In questi ultimi giorni, due cittadini venezuelani provenienti da Caracas, che avevano
destato i sospetti dei militari sono stati fermati e subito accompagnati all’ospedale “G.B.
Grassi” di Ostia per accertamenti. I successivi esami radiologici hanno rivelato la presenza
di ovuli nelle cavità addominali e si è scoperto successivamente che si trattava di cocaina
allo stato liquido, racchiusa in sottili involucri di gomma, per un totale di oltre 3 chilogrammi
di sostanza. L’espediente, oltre che inutile considerato che non sfugge agli accertamenti
radiografici, è estremamente pericoloso, perché, in caso di rottura della pellicola esterna
dell’ovulo, la sostanza verrebbe assunta immediatamente dall’organismo procurando
un’overdose fulminea.

Altro sistema di occultamento particolarmente ingegnoso, che richiede, però, elaborati
processi chimici per l’estrazione della sostanza, consiste nell’impregnamento di tessuti
come testimoniato da un cittadino rumeno di oltre 60 anni, proveniente da San Paolo del
Brasile, trovato in possesso di otto chilogrammi circa di cocaina presente negli abiti ed in
una coperta trasportati all’interno di una valigia.

Infine, due donne e un uomo sbarcati insieme dal Sud America sono stati trovati in
possesso di altri dieci chilogrammi di cocaina contenuta in panetti e buste di nylon
trasparenti, abilmente occultati nei doppifondi delle valigie e degli zaini al seguito dei tre
passeggeri.

Gli oltre 20 chilogrammi di cocaina, sequestrata dalle Fiamme Gialle del Gruppo di
Fiumicino in collaborazione con il Servizio di Vigilanza Antifrode dell’Agenzia delle
Dogane dell’aereoporto, avrebbero alimentato il fiorente mercato nazionale, fruttando alle
organizzazioni oltre 5 milioni di euro.

I sei narcotrafficanti tratti in arresto sono stati associati agli istituti penitenziari di Roma e
Civitavecchia, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

[15-04-2011]

 
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