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Riforma dei consultori, migliaia di donne in piazza

80.000 firme contro la proposta di legge Tarzia

Un pacco voluminoso e pesante, con dentro tutte le 80.000 firme per la petizione popolare contro la proposta di legge Tarzia che vuole riformare i consultori del Lazio. E' la testa del corteo, formato da migliaia di donne, che questa mattina da via dei Lincei è arrivato sfilando fino a sotto la sede della Regione Lazio.

In migliaia hanno chiesto a gran voce alla presidente Renata Polverini di ritirare il provvedimento; un dibattito, quello sulla proposta del consigliere regionale della Lista Polverini Olimpia Tarzia, che va avanti ormai da mesi.

"I consultori devono rimanere strutture pubbliche e laiche, libere da condizionamenti di qualunque natura – ribadiscono le attiviste dell'Assemblea permanente in piazza–. Devono essere potenziati e non sviliti da provvedimenti come questi per poter garantire alle donne la piena autonomia di scelta in materia di salute e di maternità".

La norma prevede il riconoscimento dei consultori privati che già lavorano sul territorio. Le strutture costituite da associazioni familiari o che fanno capo a diocesi sarebbero quindi equiparate ai consultori pubblici. Per questo la norma è stata ribattezzata dall’opposizione in regione e dall’assemblea permanente delle donne “controriforma confessionale”.

“Questa proposta di legge ha un carattere prevalentemente ideologico – ha detto Francesca Koch, dell'assemblea permanente di donne – prevede che nei consultori entrino le associazioni private pro-life, una delle quali il movimento per la vita fu anche presieduta dalla Tarzia e contrariamente ai principi della legge di istituzioni dei consultori del 1976 che garantisce alla donna l'ascolto e il sostegno ma che poi lascia libertà di decisione sull'interruzione di gravidanza, questa riforma prevede l'istutuzione di un comitato bioetico, assolutamente esterno al servizio con la funzione di convincere la donna a non abortire”. Diversi comitati associazioni presenti al corteo tra cui: “Ludi”, “le donne di Cgil e Uil”, “I partiti della sinistra”. “Le ottantamila firma sono soltanto l'inizio – ha detto Marina d'Ortensio di Sel – non abbiamo alcuna intenzione di farci scippare i diritti delle donne con tante battaglie. Una proposta di legge, quella della Tarzia, che rappresenta l'ennesimo attacco contro le fasce sociali più deboli e per privilegiare il servizio privati”.

Il corteo ha creato disagi alla circolazione sulla Cristoforo Colombo, con il traffico a lungo bloccato all’altezza di via Giovanni Genocchi.
 
 

[14-04-2011]

 
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