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Laboratori di sartoria illegali, sequestri preventivi della municipale

gli uomini dell'VIII gruppo al lavoro tra il Prenestino e Borghesiana

Il blitz, per gli uomini dell’VIII gruppo della Polizia municipale, coordinati dal Comandante Antonio Di Maggio è scattato poco dopo l’alba. Gli agenti hanno setacciato il quartiere della Borghesiana e Prenestina per controllare decine di laboratori di sartoria cinese che producevano soprattutto capi d’abbigliamento per note case di moda italiane.

In via Montalbano Elicona, primo appuntamento del blitz della polizia, gli agenti hanno trovato un laboratorio di sartoria gestito da cinesi ed allestito in un garage di fortuna. Il seminterrato è stato sequestrato in via preventiva perché non idoneo al lavoro. Era addirittura usato da una ditta con licenza per lo stoccaggio di generi alimentari, chiaramente non conforme alle norme di sicurezza sul lavoro. Nel corso dell’operazione gli agenti hanno sempre avuto a disposizione un interprete, un agente in divisa in grado di parlare il "mandarino". dialetto cinese.

Gli uomini della municipale si sono poi spostati  in via Sannicandro di Bari, zona Ponte di Nona. Anche qui sono stati posti sotto sequestro preventivo altri due laboratori gestiti sempre da cinesi.

"Abbiamo sequestrato alcuni laboratori per sfruttamento in luoghi di lavoro e condizioni igienico sanitarie sicuramente non conformi alle regole, anche le norme di sicurezza in più casi non erano rispettate. Proseguiremo l'attività nei prossimi giorni -spiega il comandante dell'VIII gruppo Antonio Di Maggio- rivolta soprattutto allo sfruttamento dei minori perché abbiamo delle segnalazioni di minori impiegati in questo tipo di attività".

Gli uomini coordinati dal comandante Di Maggio stanno ora verificando le apparecchiature utilizzate nei laboratori e se ci sono irregolarità per quanto riguarda i contratti della mano d’opera cinese e se ci sono casi di lavoro nero.

Le verifiche riguardano anche la merce prodotta; si sta controllando se oltre alle commissioni regolarmente sottoscritte con le case di moda italiane, siano stati fabbricati capi d’abbugliamento in più, con regolare cartellino, poi rivenduti sul mercato nero.

"Stiamo effettuando controlli anche sulle merci prodotte in questi laboratori -ha concluso il Comandante Di Maggio- in considerazione del fatto che alcune griffe potrebbero essere contraffatte".

[12-04-2011]

 
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