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Microspie negli uffici della Polverini

"Non so chi possa avere interesse a spiarmi"

Un vero e proprio giallo quello avvenuto in Regione; dopo un controllo predisposto dalla stessa governatice del Lazio sono stati trovati degli apparati elettronici di registrazione, come videocamere o "cimici".

Era spiata, registrata e sotto controllo, con cimici nascoste nel suo studio di via Cristoforo Colombo. La presidente della Regione Lazio Renata Polverini è sorpresa e preoccupata dopo la scoperta degli apparecchi “spia” trovati nei suoi uffici. 

Questo piccolo apparato nero, grande quando un tappo di bottiglia, era collegato con la linea telefonica ed installato proprio nella stanza della polverini. La cimice registrava probabilmente tutte le conversazioni del presidente della Regione Lazio. In altri uffici della giunta, in via Rosa Raimondi Garibaldi, sono stati trovati altri oggetti ad alta tecnologia: una microcamera poco più grande di un bottone e un’antenna che trasmetteva informazioni all’esterno.

"Non so chi potesse avere interesse a spiarmi, se malavita, criminalità organizzata, servizi deviati o aziende che in qualche modo stavamo penalizzando nella nostra azione politica. -ha detto la presidente della Regione Lazio Renata Polverini- . Tutto questo mi causa amarezza".

Per la presidente Polverini si tratta di un altro episodio misterioso; forse legato ai due tentativi di furto avvenuti nella sua abitazione il 28 febbraio e l’11 marzo scorso.

"Ho proceduto a bonificare le stanze della Regione anche dopo i due tentativi di accesso a casa mia, sospetti e ingiustificati. E devo dire, oggi, 'apparentemente falliti''. Ha detto la presidente della Regione Lazio.

I reati ipotizzati dalla Procura, che presto analizzerà le microspie e gli altri oggetti scoperti, sono quelli di installazione abusiva di apparecchiature idonee ad intercettare ed interferenza illecita. Le microspie erano tutte attive, e probabilmente sono state nascoste prima dell’insediamento dell’attuale governatrice.

La Polverini ha spiegato di aver avuto il sospetto di esser sotto controllo sin dal suo insediamento. I decreti sulla sanità firmati a notte fonda –ha spiegato- erano infatti già a conoscenza di altre persone la mattina successiva, senza che questi venissero pubblicati sui giornali.

"Da quando ci siamo insediati abbiamo avuto da subito l'idea che qualcuno potesse avere la possibilità di informarsi su ciò che stavamo facendo, in particolare sui decreti della sanità -Ha detto la presidente della Regione Lazio Renata Polverini- In particolare per quanto riguarda i decreti che emettevo come commissario alla sanità del Lazio - ha aggiunto - e che firmavo anche a notte fonda, mi rendevo conto che la mattina dopo erano già alla conoscenza di altri". Polverini ha specificato che in alcuni casi essi venivano pubblicati sui giornali, "per cui pensavo che ci fosse qualcuno che li passava", ma in altri casi essi erano nella conoscenza di terzi "anche quando non apparivano sui giornali".

[11-04-2011]

 
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