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L'importanza di chiamarsi Ernesto

Ancora una commedia divertente al Teatro San Paolo tratta stavolta dal celebre testo di Oscar Wilde

Ancora una commedia divertente, elegante, briosa, sarcastica, acuta, caustica, assolutamente irresistibile al Teatro San Paolo. L’altra sera ha debuttato con successo “L’importanza di chiamarsi Ernesto” di Oscar Wilde, diretta ed interpretata da Ester Cantoni, con Lucia Ricalzone, Giuseppe Renzo, Patrizia Grossi, Daniele Biagini, Giorgio Barlotti e Cristina Golotta. E’ la vicenda di John Worthing, innamorato di Gwendolein Fairfax, che finge di chiamarsi Earnest per poter meglio entrare nelle grazie della fanciulla.

Nel frattempo, il cugino di Gwendolein, Algernon Moncrieff, amico fraterno di John e innamorato della pupilla di quest’ultimo, Cecily Cardew, per tentare di sedurre la ragazza, a sua volta finge di chiamarsi Ernest e di essere il fratello dissoluto di John. L’inganno ai danni delle due donne non può durare a lungo, ma quando i due confessano la verità e tutto sembra volgere per il peggio, si viene a scoprire che John, abbandonato alla nascita, era stato realmente battezzato col nome di Ernest e che Algernon risulta essere veramente suo fratello.

John e Algernon si ritrovano, dunque, ad essere stati per la prima volta sinceri , sebbene pensassero entrambi di aver mentito spudoratamente. Alle promesse di matrimonio di entrambe le coppie, che concludono l’opera con un lieto fine ironicamente forzato, s’aggiunge anche quello tra il reverendo Chasuble e la signorina Prism, istitutrice di Cecily. La pièce è un capolavoro dell’arte del teatro, messa in scena con un occhio alla tradizione ed uno alla contemporaneità del testo: la scelta registica di ambientare la commedia nell’Inghilterra degli anni ‘60 ha lo scopo principale di conciliare due diverse epoche di una stessa cultura (quella inglese, naturalmente), in modo da tracciarne le somiglianze e da sottolinearne le diversità. Ne viene fuori uno spettacolo giovane e frizzante, sapientemente condito dalle musiche dei Beatles, che rievoca al pubblico immagini di un periodo carico di novità, di cambiamenti, durante il quale cominciavano a mutare le convenzioni sociali, tanto prese di mira anche da Wilde.

"L’importanza di chiamarsi Ernesto" colpisce ancora oggi per freschezza e per sagacia, conquista le simpatie e trova consensi in ogni tipo di pubblico, strappa applausi e risate a chiunque, di qualunque età esso sia. In scena al Teatro San Paolo (via Ostiense 190 tel. 06/59606102 ) fino al 24 aprile.

Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21. Domenica ore 17. Tutti a Teatro martedì / mercoledì / giovedì prezzo unico € 10 Biglietti intero € 18 - ridotto abitanti Municipio XI, Over 65, diversamente abili, Cral, Gruppi e Associaizoni € 14 - ridotto Universitari e Under26 € 12 - ridotto Under18 € 10

[11-04-2011]

 
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