Giornale di informazione di Roma - Venerdi 15 dicembre 2017
 
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Nonostante tutto, Roma viva

La Virtus ha la meglio su una battagliera Biella 85 a 78, superando di forza anche qualche sconcerto arbitrale.

Era la bestia nera degli ultimi anni in casa Lottomatica, l'Angelico Biella, capace di tagliare le teste (o quasi) degli ultimi allenatori seduti alla corte del presidente Toti. Per una volta invece i proverbi non hanno avuto la meglio sul parquet dell'eur ed allora la banda di Filipposchi tiene al guinzaglio, seppur a fatica, le molteplici insidie nascoste tra le maglie di una squadra, quella piemontese, dall'alto tasso tecnico e che meriterebbe una diversa classifica, ma questo è il livellamento verso il basso dell'attuale serie A, dove dietro Siena solo Cantù e Milano sono certe del piazzamento finale nella griglia playoff.

Il quintetto romano premia sin dall'inizio la scelta dell'asse portante play-pivot dove un intenso Traorè (18 punti, 9 rimbalzi per un 22 di valutazione) strappa applausi, rimbalzi e giocate di classe seguito a ruota dal rinato Washington, subito capace di imporre un pressing asfissiante sugli avversari ed anche se poi andrà a sedersi per qualche nefandezza è il motorino costante della squadra che dipende per una volta dalla sua mobilità (per l'americano 13 punti, 8 rimbalzi e 6 assist).

Dopo che in avvio l'imprendibile folletto Sosa ed il preciso Saylers avevano portato Biella avanti era servito il massimo apporto degli elementi fondamentali dai quali la Virtus non può prescindere e così seppur faticando a rimbalzo, prima Datome poi il solito Dasic coadiuvato dal prezioso Nemanja Gordic riportavano i colori di casa a contatto. Anche Smith nel primo tempo fa il suo, salvo poi però sparire un po' dalla scena soprattutto per merito dell'inarrestabile D-Wash, proprio lui in attesa del rientro di Djedovic, si inserisce nel terzetto ideale di una Lottomatica per larghi sprazzi in 3D.

Nel terzo quarto sul massimo vantaggio per Roma, il consueto black-out stagionale, che potrebbe far rientrare in un amen gli ospiti, gli arbitri ci mettono del proprio, la Virtus si lascia impaurire e sbaglia l'impossibile sotto canestro non riuscendo a sfruttare un bonus lungo ben 8 minuti. Tocca ancora una volta al piccolo Darius inventarsi un canestro dall'arco che sommato all'ottima percentuale ai liberi tiene lontana quel tanto che basta Biella, che però sul finale rischia più volte di tornare a contatto, costretta però a perdere pezzi pregiati per falli, lasciando così i due tiri da fuori che non lasciano più scampo a Vladi Dasic prima e a Gigi Datome poi.

Con questa vittoria la Virtus riaggancia il gruppo delle pretendenti ai playoff, con la speranza che finalmente arrivi come una benedizione pre-pasquale la tanto attesa vittoria in trasferta proprio domenica a Sassari, e che magari possa coincidere col rientro in campo di Jacopo Giachetti ancora in attesa di rinnovo contrattuale.

Cocco Rossi Stuart

[10-04-2011]

 
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