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San Raffaele Spa, avviate le procedure di licenziamento

a rischio 3.171 dipendenti, in programma un incontro in Regione

Giovedì potrebbe essere la giornata della verità per il Gruppo San Raffaele Spa, per i dipendenti e per il futuro degli oltre 2.000 pazienti.

La presidente della Regione Lazio Polverini incontrerà infatti i sindacati e, con ogni probabilità, anche i vertici della Tosinvest (gruppo della famiglia Angelucci). Le parti potrebbero avvicinarsi cercando di arrivare ad una soluzione per scongiurare il licenziamento di 3.171 lavoratori e lasciare a spasso 2.283 ricoverati nelle 17 case di cura del gruppo.

Intanto sono atate avviate le prime procedure di licenziamento per tutti i dipendenti e consulenti del Gruppo San Raffaele mentre i sindacati chiedono l’intervento del Prefetto per risolvere la vertenza tra il colosso della sanità laziale e la Regione Lazio. La società ha chiesto il pagamento alla Regione di 150 milioni di euro per prestazioni sanitarie (soprattutto nella riabilitazione) effettuate negli ultimi anni mentre la Regione non sembra intenzionata a riconoscere quelle prestazioni. Dal contenzioso è nata una crisi che rischia di portare al licenziamento di 3.171 dipendenti mentre i pazienti che rischiano di essere dimessi dal 15 aprile sono 2.283 e dovranno essere ricollocati in altri ospedali.

Comitato in difesa del San Raffaele. Il 15 aprile 2.283 pazienti rischiano di trovarsi senza assistenza in una crisi della sanità mai vissuta in passato nel Lazio. I familiari dei malati si sono riuniti in un Comitato che ha scritto al presidente della Regione Renata Polverini. "La cessazione dell’attività del San Raffaele - si legge nel comunicato - mette in difficoltà i pazienti ricoverati e circa 5.000 utenti che tutti i giorni usufruiscono delle prestazioni ambulatoriali nelle strutture del Gruppo presenti nel Lazio. E’ una catastrofe dalle dimensioni doppie rispetto a quelle dell’Alitalia e sta passando sotto silenzio".
 
 

[06-04-2011]

 
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