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Winston confessa l'omicidio dell'Olgiata

"Mi volevo togliere un peso, chiedo scusa al marito e ai figli della contessa"

Si è portato dietro un peso per oltre 20 anni e alla fine, in lacrime, ha confessato l’omicidio della contessa Alberica Filo Della Torre, uccisa nella sua villa dell’Olgiata il 10 luglio del 1991. 

Manuel Winston, il domestico di origine filippina, oggi 41enne, è crollato a tre giorni dal suo arresto. Sembra l’epilogo di una pellicola scritta dal più fantasioso degli sceneggiatori con diversi indiziati e l’apertura, più volte negli anni, del caso.

Nel 2007, dopo due precedenti archiviazioni, su richiesta dei figli della contessa vengono riaperte per l’ennesima volta le indagini. I carabinieri del Ris si mettono al lavoro e analizzano attentamente il lenzuolo con cui, nella camera da letto della villa, era stata strangolata la nobildonna.

Le nuove tecnologie di comparazione del dna consentono così di isolare 51 macchie di sangue. Una di queste è perfettamente compatibile con il dna di Winston ed è anche riconducibile ad una ferita per abrasione che l’uomo –fermato nel giorno dell’omicidio- aveva su di un gomito.

La prova schiacciante del dna –dopo 20 anni- porta quindi martedì sera al fermo del filippino che è rimasto a Roma e continua a lavorare come domestico. La sua posizione si aggrava ulteriormente alla lettura delle testimonianze dell’epoca che avvalorano il movente: i rancori maturati nei confronti della contessa per un licenziamento improvviso dopo un prestito mai restituito.

Poi arriva il colpo di scena, durante l’interrogatorio di convalida dell’arresto durato un’ora, Winston si avvale della facoltà di non rispondere. Il domestico, nel pomeriggio, chiede di parlare  nuovamente con il Gip. E’ il momento della confessione, dell’epilogo inaspettato: “Mi volevo togliere un peso –spiega in lacrime Manuel Winston- un peso che portavo dentro di me da 20 anni. Chiedo scusa al marito e ai figli della contessa, ma anche a tutti gli italiani”.

 
 

[01-04-2011]

 
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