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Delitto Olgiata, Winston in cella d'isolamento

le dichiarazioni di sei testimoni di allora "Alberica si lamentava del domestico"

Si complica la posizione di Manuel Winston, il domestico di origine filippina accusato della morte della contessa Alberica Filo della Torre, uccisa nella sua villa dell’olgiata il 14 luglio del ‘91.

Oltre alla perfetta comparazione del dna, trovato sul lenzuolo con cui è stata strangolata la donna, compatibile al 100% -secondo le analisi dei Carabinieri del Ris- con quello del domestico e con una abrasione che aveva sul gomito, gli inquirenti hanno ripreso in esame le testimonanze riportate all’epoca dell’omicidio.

Sono ben sei le persone, in base a quanto riportato dal decredo di fermo, che parlarono all’epoca del rapporto difficile tra il domestico e la nobildonna. “Chiese dei prestiti” –raccontò la domestica assunta poco dopo il suo licenziamento.

“Winston dormiva in casa e per questo conosceva la combinazione della porta di accesso del garage e aveva le chiavi della villa –dichiarò invece Pietro Mattei, marito della contessa. Nel decreto di fermo viene citata anche una donna spagnola, maria luisa ortega, che rivelò agli inquirenti che la contessa filo della torre licenziò il filippino “perchè chiedeva sempre anticipi”. Anche una massaggiatrice, cristina gismondi, durante un interrogatorio raccontò che “Alberica si lamentava del domestico, perché non rispettava gli impegni assunti”.

Infine Anita Masotti, un’amica della contessa, affermò che la nobildonna allontanò Winston perché “Beveva e non dava alcuna fiducia”. Rileggendo queste testimonianze emergerebbe un quadro che avvalora il presunto movente; cioè i rancori di winston maturati con la contessa per il licenziamento.

Nel carcere di Regina Coeli, venerdì alle 11 si terrà l’udienza di convalida del fermo del 41enne, il Gip Francesco Patrone dovrà decidere la misura da adottare; se quella della detenzione in carcere o agli arresti domicliari. Intanto, il domestico di origine filippina appare sereno e nella sua prima notte passata in una cella di isolamento ha chiesto di poter avere una Bibbia che ha consultato durante le ore di preghiera.

INTERROGATO A LUNGO MATTEI - Pietro Mattei, marito della contessa Alberica Filo della Torre è ascoltato per circa un'ora e mezza in procura. L'uomo è sentito come persona informata sui fatti dal pm Francesca Loy e dal tenente colonnello Bruno Bellini del nucleo investigativo dei carabinieri. Mattei, che era stato già ascoltato dopo la sua richiesta di riaprire le indagini, avrebbe ricostruito con gli inquirenti la giornata del 10 luglio del 1991 quando la moglie fu trovata priva di vita al primo piano della villa dove viveva all'Olgiata. Nel corso dell'audizione si sarebbe anche parlato del rapporto tra la sua famiglia ed il filippino.
 
 

[31-03-2011]

 
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