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La Masseria delle Allodole

di Paolo e Vittorio Taviani. Con Paz Vega, Alessandro Preziosi

Durante la prima guerra mondiale, il popolo armeno è decimato dai turchi: prima nascosti nelle proprie case di campagna, i perseguitati saranno in seguito deportati nel deserto dove in pochi riusciranno a sopravvivere.

I fratelli Taviani tornano al cinema dopo alcune lavorazioni televisive: LA MASSERIA DELLE ALLODOLE è stato presentato all’ultimo festival di Berlino dove ha ottenuto consensi e critiche. Raccontando il genocidio del popolo armeno, i due registi mettono in scena un’opera corale che abbraccia decine di personaggi, tutti legati ad una ricca e numerosa famiglia vittima delle atrocità dei turchi e che si scoprirà a fine film decimata. La variopinta comunità umana è interpretata da un cast internazionale che svaria dalla bella spagnola Paz Vega al nostro Alessandro Preziosi.

Il registro adottato dai Taviani è piuttosto lineare, attento ad osservare con precisione l’escalation di follia e violenza, e alternando una prima parte perlopiù in interni, ad una coda narrativa svolta nell’arido deserto dove sono trasportate le donne armene superstiti. Se la prima parte sembra presentare alcuni personaggi ben delineati, mettendo in scene le contraddizioni e le assurdità di un atteggiamento sanguinoso, con il passare dei minuti il film prende sempre più la piega di uno scialbo sceneggiato televisivo, con personaggi che si perdono per strada e sviluppi narrativi dei più banali.

I siparietti a Venezia, la deportazione nel deserto, il ritorno dei bambini superstiti, sono tra le cose più brutte del film, e le ultime sequenze, con il processo ai generali turchi, smascherano la confusione su cui si regge l’intera operazione.

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Svevo Moltrasio

[31-03-2007]

 
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