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Emergenza migranti, in arrivo 3.000 profughi

Alemanno "Siamo già carichi, non ci saranno nuovi insediamenti"

Dopo l’arrivo di migliaia di migranti sulle coste italiane, il Consiglio dei ministri discuterà domani dell’accordo con la Tunisia per contrastare l’immigrazione irregolare.

Il piano prevede l’elargizione di circa 80 milioni di euro al governo tunisino, con la proposta di addestrare guardie di frontiera sulle coste nordafricane. Intanto però bisognerà affrontare l’emergenza sul territorio nazionale- ed il Lazio, secondo quanto stabilito dal Ministero dell’Interno, dovrà dare il suo contributo con l’accoglienza di 4.700 profughi. Di questi, salvo ripensamenti dell’ultim’ora, la provincia di Roma ne ospiterà circa 3mila, un migliaio verrà distribuito tra Frosinone e Latina, il resto fra Rieti e Viterbo. Assente invece la città di Roma.

Il sindaco Alemanno infatti è stato chiaro: “Siamo già carichi, nell’area metropolitana non ci saranno nuovi insediamenti perché la capitale ospita già 8mila persone fra rifugiati politici e richiedenti asilo”. Lo sforzo adesso deve essere sostenuto da tutto il territorio, ha rilanciato il sindaco. Un veto che ha portato la Regione Lazio ad avviare uno screening su tutte le strutture regionali Asl e Ipab per individuare dei locali che possano divenire a brevi centri di accoglienza. Non si esclude però che l’emergenza conduca la Regione ad utilizzare nell’immediato il Centro richiedenti asilo di Castelnuovo di Porto. Una soluzione che scontenterebbe Alemanno: è in questa struttura che il sindaco vuole portare i primi 200 nomadi sgomberati da Roma. Prima però dovrà fare i conti contro i 17 primi cittadini dei comuni della zona che, convocati ieri dal prefetto, hanno puntualizzato trasversalmente: “Sì ai profughi libici, no ai nomadi sgomberati da Roma”. Anche l’accoglienza ha le sue preferenze.                    
 
 

[29-03-2011]

 
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