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Roman e il cucciolo

Alessandro Gassman regista ed interprete al Teatro Quirino con un testo contemporaneo di Reinaldo Povod

Dopo “La forza dell’abitudine” di Thomas Bernhard e “La parola ai giurati” di Reginald Rose, Alessandro Gassman mette in scena al Teatro Quirino “Roman e il suo cucciolo” di Reinaldo Povod, un altro testo contemporaneo che negli anni '80 ottenne un grande successo a New York con  Robert De Niro come protagonista. “Si tratta di un testo che mi ha coinvolto fin dalla prima lettura per l'umanità dei suoi personaggi - spiega Gassman - per uno stile di scrittura tagliente, crudo, profondo, che mai indulge al sentimentalismo. Con Edoardo Erba, traduttore e adattatore del testo, abbiamo deciso di ambientare la vicenda in una periferia urbana del nostro Paese, all'interno di una comunità romena, dove confluiscono personaggi di altra radice etnica”.

Operazione che non tradisce il testo originale americano (ambientato tra gli  esuli cubani) che fa appunto coesistere personaggi di diverse razze, culture, religioni. È un dramma familiare e al tempo stesso sociale, un attualissimo sguardo sul presente che è anche un preciso richiamo a uno dei fenomeni che negli ultimi tempi più ci coinvolgono: la presenza degli immigrati nella nostra vita, presenza che ha cambiato la fisionomia delle nostre città e il tessuto delle nostre relazioni. Uno sguardo neutrale, non ideologico, fuori dagli schemi del razzismo o della solidarietà di maniera.

La prorompente forza drammatica dell'opera si basa sul rapporto irrisolto fra un padre semianalfabeta,  spacciatore  di droga, nevrotico,  che  alterna  momenti di dolcezza  a esplosioni di rabbia e un adolescente, apparentemente schiacciato dall'autorità paterna, che vuole emanciparsi attraverso lo studio ma che nasconde al padre le sue illusorie prospettive di vita e la sua progressiva dipendenza dall'eroina. Un maldestro socio in affari del padre, un intellettuale tossicodipendente, un altro spacciatore e la sua giovane prostituta sono gli altri personaggi che ruotano intorno alla drammatica vicenda umana di un uomo disposto a tutto pur di guadagnare denaro e garantire al figlio un futuro diverso dal suo e di un ragazzo consapevole del fatto che il padre potrà, a suo modo, amarlo ma non riuscirà mai a capirlo. Un rapporto toccante, crudo, a tratti sconvolgente, che troverà compimento solo attraverso un fatale, catartico epilogo. Ma è anche una storia di disperazione e di degrado che, attraverso il drammatico destino di un'umanità condannata all'emarginazione, rimanda a problematiche sociali di grande attualità. Una delle sfide più difficili del terzo millennio sarà, infatti, quella di imparare a vivere in una società unita nella pluralità, ponendo come base quanto ci è comune: la nostra umanità.

Oltre ad Alessandro Gassman, sul palcoscenico Manrico Gammarota, Sergio Meogrossi, Giovanni Anzaldo, Matteo Taranto, Natalia Lungu e Andrea Parlotti.

Le scene sono di Gianluca Amodio, mentre i costumi di Helga H. Williams. Lo spettacolo resterà in scena al Teatro Quirino (telefono botteghino: 06/6794585. Numero verde 800013616) fino al 17 aprile.

Dal martedì al sabato ore 20.45. Giovedì 31 marzo, mercoledì 6 e 13 e sabato 16 aprile ore 16.45. Tutte le domeniche ore 16.45





[29-03-2011]

 
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