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La resistibile ascesa di Arturo Ui

Umberto Orsini grande protagonista al Teatro Argentina in una parabola satirica tratta da Brecht

Debutta in prima nazionale assoluta al Teatro Argentina ''La resistibile ascesa di Arturo Ui’'' di Bertolt Brecht per la regia di Claudio Longhi, con protagonista un grande Umberto Orsini. Buffa e mordace, parabola satirica sulla corruzione come volto e corpo del potere, la piece racconta la cronaca nera della Berlino degli anni Trenta invasa dalle squadracce naziste, trasferita, per invenzione dell'autore, in una coeva Chicago dove l'industria del commercio dei cavolfiori prospera all'ombra sinistra del gangster Arturo Uì, satirico alias di Adolf Hitler.

Scritta tra il 1940 e il '41 dall'esilio finlandese, pubblicata e messa in scena dopo la morte dello stesso Brecht, l'opera si presenta come una “farsa storica”, dato il piglio ironico, salace ed “epico” al contempo con cui ricostruisce la tragicomica epopea di un trust scalcagnato in una città corrotta, ammiccando alla situazione economica e politica della Germania dello stesso periodo. Umberto Orsini ne è l'assoluto protagonista nel ruolo di Arturo Ui, affiancato da una compagnia giovane e affiatata, composta da  Nicola Bortolotti, Simone Francia, Olimpia Greco, Lino Guanciale, Diana Manea, Luca Micheletti, Michele Nani, Ivan Olivieri, Giorgio Sangati e Antonio Tintis.                                                                                                         

Nelle intenzioni di Claudio Longhi, regista colto ed appassionato, nonchè docente universitario in Discipline dello spettacolo e saggista, la messa in scena intende assecondare pienamente il registro grottesco del copione. L'incisiva brevità dei singoli "numeri", la  retorica della sopraffazione mafiosa, la serie rocambolesca dei fatti di cronaca narrati e messi alla berlina attraverso la lucida comicità di cui Brecht si serve come arma storico-critica, traducono la parabola in una "rivista" briosa e nitida, caustica ed elegante sul tragico nonsenso del nostro passato. Ne risulta una farsa feroce e violenta sulla tragedia europea del nazismo, sull’intreccio terribile e puntuale di economia e terrore, di gangsterismo politico e consenso di massa.                                         

Lo spettacolo resterà in scena al Teatro Argentina fino al 29 aprile.

[28-03-2011]

 
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