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Cronaca Giudiziaria
 
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Caso Cucchi: iniziato il processo

Prima udienza in Corte d’Assise a Rebibbia, assenti tutti i 12 imputati. Gli avvocati: “No alle telecamere”.

Si è svolta questa mattina, presso la Prima Corte d’Assise nel carcere di Rebibbia a Roma, la prima di una lunga serie di udienze che apre ufficialmente il processo per la morte di Stefano Cucchi, avvenuta nel 2009 in circostanze tutt’ora poco chiare. Presenti in aula i genitori del geometra romano e la sorella Ilaria. Assenti, invece, tutti e 12 gli imputati, che hanno manifestato, attraverso i loro avvocati la richiesta di svolgere il processo a porte chiuse per evitare un eccessivo clamore mediatico. La richiesta è stata respinta dalla corte, che però ha concesso che non vengano effettuate riprese video del volto degli imputati.

Il caso Cucchi – Stefano Cucchi, all’epoca della morte, aveva 31 anni e aveva dichiarati problemi di tossicodipendenza.

L’arresto e le percosse - Fu arrestato per spaccio il 15 ottobre del 2009, alle ore 22:30. Trascorse la notte in cella di sicurezza presso la stazione dei carabinieri di Tor Sapienza. La mattina del giorno dopo fu condotto in tribunale, a piazzale Clodio, per la convalida dell’arresto. Era controllato da carabinieri e polizia penitenziaria.
Alle ore 13:30 termina l’udienza di convalida e Stefano viene preso in custodia dalla polizia penitenziaria. A questo punto succede qualcosa di strano, in quanto il medico del tribunale verifica, sul corpo del ragazzo, la presenza di ecchimosi alle palpebre e dolori all’altezza del bacino. Evidenti segni di percosse.

Il ricovero e la morte - Cucchi giunge a Regina Coeli alle 16:00, ma tre ore dopo il medico del carcere ordina il ricovero al Fatebenefratelli, per accertamenti. Il ragazzo, condotto in ospedale, dopo una breve visita, viene riportato in carcere.
Il giorno dopo, sabato 17, Cucchi viene ricoverato d’urgenza al Pertini, l’unico ospedale romano ad avere un reparto per detenuti. Qui resterà fino al giorno della sua morte, avvenuta la mattina del 22 ottobre.

Il processo - Per questi fatti, oggi sono a processo 12 persone: 3 agenti carcerari, ai quali viene imputato il reato di lesioni personali aggravate dall’abuso di potere. 6 medici e 3 infermieri dell'ospedale Sandro Pertini, accusati di abbandono di persona incapace, con l’aggravante della morte.

La famiglia Cucchi - Fabio Anselmo, legale della famiglia di Stefano Cucchi, cercherà di dimostrare come la perizia medico legale sia errata. Le cause della morte del geometra romano -secondo Anselmo- sono riconducibili soprattutto alle presunte percosse subite. "Noi dobbiamo prendere atto -dice l'avv. Anselmo che Stefano stava bene nel momento del suo arresto. La nostra posizioni nei confronti della Procura è di assoluta frattura, noi non vogliamo contentini. Ci costringono a fare un processo lungo e difficile per fare in modo di poter tornare indietro. Noi lavoreremo contro questo processo. Se la Corte d'Assise dovesse determinarsi alla ragionevolezza della nostra tesi non potrebbe far altro che restituire gli atti al Pubblico ministero".

Della stessa convinzione anche la famiglia Cucchi. Giovanni Cucchi, il papà di Stefano dice: "Purtroppo la tendenza per quanto riguarda le accuse è quella secondo la quale Stefano è morto per abbandono e per percosse. Ma secondo noi sono state proprio le percosse la causa determinante della morte". "Stefano stava bene quando è stato arrestato-aggiunge Ilaria Cucchi- poi noi lo abbiamo visto morto. Chiedo semplicemente che si faccia un processo che ci porti alla verità".

Stefano Pesce

 
 

[24-03-2011]

 
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