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Assenteismo, a processo 50 dipendenti di un Ministero

a denunciarli sono stati gli stessi colleghi

Timbravano il cartellino, ma di restare in ufficio a lavorare neanche a parlarne. Specializzati nel ‘salto del tornello’ erano una cinquantina di dipendenti della sede distaccata del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in viale dell’Arte 16, all’Eur. A denunciarli sono stati gli stessi colleghi, stanchi di assistere a un assenteismo reiterato. Così sono scattate le indagini della procura di Roma che, iniziando da un centinaio di segnalati, è arrivata a individuare cinquanta dipendenti che sistematicamente uscivano dagli uffici durante l’orario di lavoro.

Nel corso delle indagini (la Procura ha aperto il fascicolo nel gennaio del 2010) sono state utilizzate le riprese delle telecamere di sicurezza piazzate nell’atrio del ministero. Gli stratagemmi utilizzati dai cinquanta dipendenti erano infatti semplici ma efficaci, tanto da non lasciare traccia delle uscite fuori orario. Ad esempio i ministeriali si scambiavano i badge e si coprivano a vicenda, o approfittavano del non allineamento delle porte scorrevoli, riuscendo quindi a non far registrare il passaggio ai sistemi di controllo.

Per i cinquanta indagati, tra loro militari e dipendenti, la Procura chiederà il giudizio con l’accusa di truffa aggravata ai danni dello stato. Le immagini li incastrano, ma al processo proprio le immagini delle telecamere di sicurezza potrebbero ribaltare il risultato. Secondo i legali della difesa, infatti, per utilizzare il materiale sarebbe stato necessario un accordo con i sindacati.
 
 

[22-03-2011]

 
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