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Libia, tra dissociazioni e dietrofront

Alemanno, Polverini e Zingaretti: il colonnello un anno dopo

Una tenda beduina nel bel mezzo di una villa pubblica, una cerimonia regale in una caserma tirata a lucido e centinaia di ragazze reclutate come comitato di benvenuto. Questi sono alcuni passaggi della visita ufficiale del leader libico Muammar Gheddafi lo scorso agosto a Roma, in occasione dell'anniversario della firma del Trattato di amicizia con l'Italia. Ed ora che il Colonnello libico è diventato il nemico numero uno dell'ordine internazionale, anche fra i politici locali è partita la corsa a prenderne le distanze.

Accogliere, in passato, Gheddafi con tutti gli onori "è stato un errore e un problema che ha coinvolto tutti gli Stati europei in forme diverse, tutte le appartenenze politiche". Lo ha detto il sindaco di Roma Gianni Alemanno, continuando: il leader libico "è stato a lungo corteggiato da chi era interessato al petrolio dimenticandosi di quelle che potevano essere le condizioni interne dei vari Stati". Per Alemanno "oggi siamo coinvolti in un'operazione decisa dall'Onu in Libia; avremmo dovuto accorgerci della situazione prima che si arrivasse a questa tragedia e fare qualcosa". Più in generale "dobbiamo essere sempre vigili perchè non bisogna mai mettere la politica dell'interesse davanti a quella dei valori»" Inoltre "siamo lì (in Libia, ndr) anche per evitare che diventi un conflitto a esclusivo appannaggio di Obama e Sarkozy, cioè di Stati Uniti e Francia".

Ma c'è chi ricorda che "il colonnello libico fu accolto anche dal sindaco in pompa magna, lo accolse in Campidoglio con applausi e si affacciò con lui dalla balconata, con uno striscione con su scritto 'Benvenuto Gheddafì'- ha affermato il senatore dell'Idv Stefano Pedica - eppure anche ai tempi della visita romana il leader libico era noto per la violazione dei diritti umani nei confronti del suo stesso popolo, reputo questa inversione di rotta del sindaco Alemanno non solo tardiva anche opportunista".

Tra chi si dissocia c'è anche il presidente della Regione Renata Polverini: "Io non ho partecipato a nessun evento in quell'occasione". Questa la risposta a chi le chiedeva se gli onori tributati in passato in occasione delle visite per le leader libico Muammar Gheddafi non fossero stati eccessivi. "Il rapporto che l'Italia fino ad oggi ha avuto con la Libia, per motivi noti a tutti tra cui le tante imprese che ci lavorano - ha aggiunto - non è certo un fatto riservato. Oggi le condizioni sono cambiate e piuttosto che al passato è bene guardare a quello che sta accadendo - ha concluso - ma soprattutto al futuro".

Netto il giudizio del presidente della Provincia Nicola Zingaretti: rispondendo a chi gli chiedeva un parere sul fatto che solo pochi mesi fa Gheddafi era stato accolto in Italia con tutti gli onori, ha affermato: "Anche io ero stato invitato a quei ricevimenti ma non ci sono andato...".

SC
 
 

[21-03-2011]

 
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