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Tamara de Lempicka al Vittoriano

La regina del moderno: oltre 120 opere pittoriche da tutto il mondo

Di Giuseppe Duca

Emancipata, moderna, internazionale la pittura plastica di Tamara de Lempicka arriva al Vittoriano per una grande mostra che, attraverso 120 opere da tutto il mondo, rende giustizia della sua dimensione artistica. E mette al centro la sua formazione classica e l'amore per l'Italia, che, ha rivelato recentemente la nipote, "era per lei il luogo del cuore".
Intitolata “Tamara de Lempicka. La regina del moderno”, l'importante esposizione è stata curata da Gioia Mori, da più di vent'anni alle prese con l'opera dell'artista polacca, che negli Anni ‘20 e ‘30 divenne icona del Decò. La selezione di dipinti, disegni, sculture ha cercato però di spogliare la su figura dalle vicende personali, che, tra scandalo e provocazione, hanno spesso offuscato la lettura della sua arte.

Si tratta di una mostra non scontata, un'occasione per approfondire il profilo culturale della Lempicka e il suo dialogo con l'arte rinascimentale di Botticelli, Michelangelo, Carpaccio. Dal primo mutua il linearismo matematico sposato alla descrizione lirica, dalla maniera invece la vena sperimentale e la tensione anti-classica. Ecco dunque in mostra, i suoi corpi quasi scolpiti dal colore freddo e contrastato, i volumi plastici dei nudi, che colpiscono in particolare nella parete in cui si susseguono i ritratti dell'avvenente amante Rafaela, liberi e conturbanti.

Il percorso da’ conto della sua evoluzione stilistica già dai primi Anni '20, l'incontro con Picasso e con il Futurismo, la vicinanza a Marinetti e a Prampolini. Permette di rivedere il bellissimo e malinconico “Portrait de Madame P.”, che si credeva perduto ed è invece riemerso dopo ricerche in collezioni di mezzo mondo. Ed ancora, ritratti della figlia Kizette, di  protagonisti, uomini e donne, del jet set, e in ogni opera torna fortissima la sua tensione al contrasto. Da una parte la formazione sull'antico, dall'altra il grande amore per il moderno, l'acciaio, la lucentezza. Una sorta di idolatria per tutto ciò che è nuovo, dinamico, proiettato verso il futuro.

L'esposizione, inoltre, propone cinquanta fotografie d'epoca che documentano il “personaggio” Tamara. A raccontare la sua vita e le sue creazioni artistiche ci sono anche due film degli anni Trenta, in cui De Lempicka si colloca davanti alla macchina da presa, e 13 dipinti di artisti polacchi che frequentò in Francia e a Varsavia. Nella mostra viene proposta una lettura dell'artista nata da ricerche inedite che ricostruiscono la storia di molti dipinti.Di particolare interesse, anche alcune opere mai esposte in Italia, tra le quali un prestito di cinque dipinti della collezione di Jack Nicholson.

La Regina del Moderno potrà essere visitata fino al 10 luglio al Complesso del Vittoriano.

[20-03-2011]

 
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