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Il pallonaro Lazio
 
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Zarate c'č. E la Lazio riparte

Un goal del talento di Haedo al primo minuto di gioco regala la vittoria a una Lazio rimaneggiata. Ora la sosta.

Tre punti d'oro, sofferti, in rigoroso stile Lazio. Stavolta la reazione post-derby c'è stata, anche se i soliti limiti sono riemersi a venti minuti dalla fine di un match che si è complicato, forse troppo, e non certo per merito di un Cesena impreciso in fase di possesso e poco fantasioso dalla tre quarti in su.

LA PARTITA Difesa inedita, con l'esordio di Garrido dal primo minuto e Scaloni a destra. Centrocampo a quattro: torna Mauri e si rivede Gonzalez, con Hernanes e Matuzalem in regia. Anche la coppia d'attacco è una novità: Zarate prima punta con Sculli a supporto. Pronti via e la partita ha subito un padrone: bello scambio Sculli-Mauri, palla bassa dentro per Zarate che ruba il tempo a tutti e insacca in spaccata sul secondo palo. Goal di rapina inusuale, una rarità nel repertorio del talento argentino, che prende fiducia e inizia a giocare come sa: al 27 è ancora lui a impensierire la retroguardia bianconera con un rasoterra sporcato in angolo. La partita è lenta e i continui passaggi a centrocampo certo non aiutano lo spettacolo. A fine primo tempo altra fiammata della Lazio con un colpo di testa di Biava su calcio d'angolo, Antonioli respinge con prontezza.
Secondo tempo che si apre col portiere ospite ancora in grande spolvero: colpo di testa di Sculli deviato sul palo e raddoppio scongiurato. La Lazio è viva, preme, ma il Cesena è ancora in partita e Parolo, il giustiziere dei biancocelesti all'andata, al 50' va vicino al pareggio. Hernanes non è in giornata e si vede, Mauri inizia a spegnersi, ma al 64' è l'inesauribile Gonzalez a sfiorare il raddoppio, con la difesa del Cesena che affannosamente libera sulla linea di porta. I romagnoli riescono comunque a portare il match dove vogliono loro, ovvero agli ultimi venti minuti di passione, durante i quali la Lazio spesso è stata punita: Caserta ha il pallone buono ma spreca tutto, poi ci pensa Muslera (abbastanza inspiegabilmente fischiato all'ingresso in campo) a immolarsi in uscita al 72' su Riski. L'incontenibile Zarate, presente praticamente in ogni azione offensiva della Lazio, sfiora il goal capolavoro a 10' dalla fine. Poi è solo sofferenza e fiato sospeso fino al triplice fischio di Giannoccaro.

La Lazio riparte, giocando una partita imperfetta ma di grande sacrificio. Reja, costretto dalle assenze, ritorna al classico modulo con due punte: modulo che aveva adottato per uscire dal periodo di crisi invernale e che poi aveva curiosamente abbandonato senza un motivo preciso, appena l'emergenza fisica era rientrata. Eppure, quando la Lazio gioca con due punte 'vere', le occasioni da goal sembrano arrivare con molta più regolarità. I giocatori offensivi puri come Zarate, spesso vittime di tatticismi esasperati, possono soltanto trarre giovamento dall'assenza di compiti particolari in fase difensiva. Quel che conta, tuttavia, è che la sconfitta nel derby non ha avuto gli strascichi temuti: si può ripartire da qui, con due settimane di sosta e gli infortunati da recuperare in vista della sfida Champions di Napoli. Al San Paolo mancheranno Ledesma e Matuzalem, squalificati. Non resta che sperare che la nuova emergenza compatti ancora di più la squadra e, perchè no, schiarisca ulteriormente le idee a Reja.

 

Valerio Lazzari

LAZIO-CESENA 1-0

RETE: Zarate al 2' p.t.

LAZIO (4-3-1-2): Muslera; Scaloni (33' s.t. Stendardo), Biava, Dias, Garrido; Gonzalez, Matuzalem, Hernanes (15' s.t. Brocchi); Mauri (42' s.t. Kozak); Sculli, Zarate. (Berni, Del Nero, Meghni, Ceccarelli). All.: Reja.

CESENA (4-3-1-2): Antonioli; Santon, Pellegrino, Von Bergen, Lauro (24' s.t. Benalouane); Caserta (24' s.t. Riski), Colucci, Parolo; Jimenez; Malonga, Bogdani (1' s.t. Ceccarelli). (Calderoni, Gorobsov, Appiah, Piangerelli). All.: Ficcadenti.

ARBITRO: Giannoccaro.

 

[19-03-2011]

 
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