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Tra polvere e bulloni: la Targa Florio

la Targa Florio in "quattro atti"

Uscirà i primi di maggio "Tra polvere e bulloni: la Targa Florio", l'ultimo volume dedicato alla Targa Florio di Aldo Ferrara, Ezio Zermiani, Filippo Bellantoni e Gino Bove. La prefazione è del Prof. Antonio Dal Monte, fondatore dell'Istituto di Medicina e Scienza dello Sport, grande appassionato di motori e preparatore di tanti sportivi vincenti.

Il pamphlet inscrive in un contesto comune tre ricorrenze: i 150 anni dell’Unità, il 54° anniversario della Tragica Mille Miglia ed il 44° del Gran Premio di Montecarlo in cui perse la vita Lorenzo Bandini, il nostro pilota più amato.

Anche l’automobilismo, dopo i più popolari sport calcio e ciclismo, è stato un collante. Attorno le bare di Superga si sono strette Torino e l’Italia, Bartali e Coppi hanno evitato una guerra civile dopo l’attentato a Togliatti, ma chi oggi non segue la Ferrari nei Gran Premi? Scegliere di raccontare la Gara più antica d’Italia, la Targa Florio, significa raccontare gli anni dell’Italia di Crispi e Giolitti, le guerre in mezzo, la ricostruzione. E questo filo unificante lo percorreremo attraverso l’auto che rappresenta quanto di più comune, nel senso lessicale, esista nella realtà d’oggi. Tanto più che l’auto assembla in sé le scoperte magiche di quel fine ‘800, dall’elettricità al motore a scoppio. In fondo è stata lei ad “industrializzarci”; e, nel renderci tangibile questa rivoluzione epocale, è stata indice di vitalità che poi è divenuto traffico.

Cosa ci hanno lasciato, ancor oggi, gli anni di fine Ottocento? Come era negli altri Paesi la mobilità urbana? Qualche risposta verrà dalla Prima Parte, nella quale si tenterà di fotografare il cambiamento di fine Ottocento che portò alla rivoluzione industriale. Con essa nasce la produzione di massa di cui l’auto è il più diffuso concentrato di scoperte scientifiche dell’epoca (carburanti, elettricità, la dinamo, la stessa gomma delle ruote) assemblate prima a mano e poi con il metodo Ford della catena di montaggio.

La Seconda Parte è dedicata alla Famiglia Florio che utilizzò risorse di settori diversificati per reinvestire fino a costituire una catena di auto-alimentazione finanziaria che si nutriva di commercio ed incentivava lo sviluppo dell’epoca. E questa Famiglia deve la sua immortalità ad un’idea di Vincenzo che ha realizzato la Corsa Più Bella Del Mondo: la Targa Florio, sopravvissuta a due guerre mondiali, ha sfornato campioni, ha reso celebre in tutto il mondo il proscenio unico delle Madonie. Come non ricordarli così ? Tra nuvole e polvere, tra bulloni e capre in fuga…..questa era la Targa Florio.

La terza ed ultima parte narra invece la storia degli eroi, i grandi piloti e le case automobilistiche; i veri protagonisti della Targa che hanno regalato emozioni nel'arco delle 61 edizioni. Infine, una lunga intervista a Nino Vaccarella. Il “Preside Volante”, diciannove anni di gare con quattro partecipazioni in F1 e tre affermazioni alla Targa Florio, svela il suo rapporto con l’automobilismo, con Enzo Ferrari, i suoi rimpianti, il ricordo dei piloti dell’epoca e l’affetto dei tifosi siciliani.
 
 

[18-03-2011]

 
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